Vaticano, Papa Francesco predicava di non investire in derivati ma i funzionari scommettevano sulla Hertz

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Papa Francesco predicava di non investire nei derivati, giudicava questi strumenti finanziari immorali e poco sani e in Segreteria di Stato, invece, investivano i soldi dei poveri in derivati che scommettevano sulla solvibilità della Hertz, la compagnia di autonoleggio statunitense che all'inizio di quest'anno non ha pagato i suoi debiti. Il Financial Times ha dedicato un articolo a questa anomalia.

 

Nel 2018, Papa Francesco diceva che i cosiddetti credit default swap avevano incoraggiato la crescita di una finanza basata sul gioco d'azzardo e sul fallimento degli altri, il che aggiungeva "è inaccettabile dal punto di vista etico". Questi strumenti, aveva detto, erano "una specie di bomba a orologeria".

 

Ma tre anni prima, parte del portafoglio vaticano aveva acquistato derivati scommettendo che la Hertz non sarebbe fallita e avrebbe coperto i debiti entro aprile 2020. La società, invece, ha presentato istanza di fallimento il mese successivo, assestando alla Santa Sede un colpo sull'investimento, che ha dovuto pagare per intero. 

 

Le mail alle quali fa riferimento il Financial Times si riferiscono a quelle inviate dai due funzionari incaricati di gestire gli investimenti e che ora stanno collaborando con i magistrati vaticani, monsignor Alberto Perlasca e Fabrizio Tirabassi, entrampi responsabili dell'ufficio amministrativo della prima sezione. 

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