SpaceX, Crew Dragon partita: in volo verso l'Iss, Usa nello spazio dopo 9 anni Diretta

Sabato 30 Maggio 2020 di Paolo Ricci Bitti
SpaceX, Crew Dragon pronta di nuovo al lancio: via libera al conto alla rovescia anche se si teme il maltempo

“America first” anche nello spazio. Di nuovo, dopo 9 anni di traversata del deserto, di orgoglio nazionale sotterrato, di passaggi per gli astronauti della Nasa comprati a carissimo prezzo proprio dai russi. Dalle 21.22 di ieri, con l'avvio roboante della missione della capsula Crew Dragon di SpaceX,  la bandiera a stelle e strisce è stata piantata su un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale con astronauti americani che sono volati in orbita su un’astronave americana decollata dal suolo americano.

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Gli occhi del presidente Trump, ospite d’onore al Kennedy Space Center, fiammeggiavano come i motori a cherosene, metano e ossigeno del razzo Falcon 9 alto 70 metri che si è issato fragorosamente in cielo svettando su un mare di fuoco.

CHEROSENE>
Addio vetuste e ristrette Soyuz, addio steppe del Kazakhstan, indispensabili dopo che gli Usa misero in soffitta i costosissimi e complicati Shuttle nel 2011: l’ombelico del cosmo torna a essere Cape Canaveral, la cara vecchia, commovente rampa 39-A da dove sono partite le missioni degli Apollo e degli stessi Shuttle, quando nessuno poteva contestare il predominio cosmico degli Stati Uniti d’America e della Nasa, l’ente governativo che però questa volta si affidata e fidata di Elon Musk, sudafricano-canadese creatore di Tesla e SpaceX, del razzo Falcon 9 e della capsula Crew Dragon. Nelle sue mani non solo la pelle di due astronauti della Nasa, ma anche il rilancio del sogno americano della frontiera spaziale.  

Ecco la grande differenza rispetto all’epopea sin qui scritta dalla Nasa, il mastodontico ente governativo che per conquistare la Luna assorbì il 4% del Pil Usa: ecco il primo volo spaziale commerciale umano. I veterani Doug Hurley, 54 anni, sposato all’astronauta pluridecorata Karen Nyberg, un figlio, Jack, che chissà se sogna di fare da grande quello che fanno papà e mamma, e Bob Behnken, 50 anni: ai comandi della Capsula Crew Dragon stanno tallonando sul filo dei 28.800 chilometri la stazione spaziale internazionale che alla quota di 400 chilometri orbita 16 volte al giorno attorno alla Terra. Il rendez-vous con l’Iss è previsto alle 16.29 di oggi. Ieri notte la navicella entrata nella Storia, bianca, alta 6 metri e pesante 9,5 tonnellate, 7 posti e finestrini panoramici perché presto ospiterà anche facoltosi turisti nonché gli astronauti italiani Parmitano e Cristoforetti, è stato persino visibile a occhio nudo dall’Italia, attraversata da ovest a est: manca sempre il respiro quando, restando con i piedi per terra, si vedono astronavi con uomini e donne a bordo riflettere i raggi del Sole come farà fino a luglio la Crew Dragon quando precipiterà sulla pianeta ammarando nell’oceano Atlantico, altra citazione degli Apollo. La progressione verso le nuvole del Falcon 9, di cui si è recuperato il primo stadio, è stata magnifica, elegante: Musk vuole che le sue creature siano belle, oltre che efficienti, e c’è riuscito anche stavolta. A 8 minuti e mezzo dal decollo, nell’abitacolo della Crew Dragon ha iniziato a fluttuare un dinosauro, il giocattolo che Jack aveva affidato al babbo e che viene usato per rendere avvertibile anche a noi terrestri che gli astronauti sono definitivamente in orbita, in situazione di microgravità. Ora si poteva allentare un po’ la tensione, tutto era andato bene. Anche a dispetto del lockdown inviso a Trump e Musk. Il presidente Usa ha esordito con un «Incredibile» al decollo, poi ha annunciato all’America «l’inizio di una nuova era spaziale: sarà americana la prima donna sulla Luna e saranno gli Usa i primi su Marte». No, non ha citato Obama, artefice dell’innovativa alleanza fra pubblico e privato, Nasa e SpaceX, ma nessuno se lo aspettava. Di giornata storica ha parlato anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia: «L’inizio di una nuova era commerciale per i voli spaziali umani. C’è anche il contributo dell’Italia, grazie al supporto fornito dalla base dell’Asi, Broglio Space Center di Malindi in Kenya, che traccia il volo della Crew Dragon. Complimenti alla Nasa, nostro partner storico da più di 50 anni».

Le reazioni
Luca Parmitano

«Goosebumps». Cioè, «pelle d'oca»: è il tweet dell'astronauta dell'Esa Luca Parmitano dopo il lancio della navicella Crew Dragon da Cape Canaveral.

Saccoccia, Asi
«E' una giornata storica per gli Stati Uniti che dopo 9 anni tornano ad avere un accesso autonomo per gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale con il lancio della missione Crew Dragon Demo-2, grazie alla partnership pubblico-privato tra Nasa e SpaceX». Così il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, commenta il lancio della prima navicella privata realizzata da Space X di Elon Musk che porta nello spazio astronauti selezionati dalla Nasa. Questa missione, osserva Saccoccia, è «un passo significativo che segna  l'inizio di una nuova era commerciale  per i voli spaziali umani. C'è anche il  contributo dell'Italia a questo lancio, grazie  al supporto fornito dalla base dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Broglio Space Center di Malindi in Kenya, che fa parte delle stazioni di tracking che hanno seguito il volo della Crew Dragon verso la Stazione Spaziale». Saccoccia rivolge poi «un ringraziamento particolare a tutto lo staff dell'Asi, che ha garantito l'apertura e l'operatività della base durante questo periodo di emergenza Covid». «Voglio, soprattutto, fare le congratulazioni alla Nasa, nostro partner storico da più di 50 anni, per questo nuovo traguardo» scandisce infine il numero uno dell'Asi.

Fraccaro
«La Crew Dragon di Space X è partita da Cape Canaveral: si inaugura una nuova frontiera per lo spazio». A scandirlo in un tweet è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Spazio, Riccardo Fraccaro. La base italiana di Malindi è una delle tracking station della missione, un grande riconoscimento della nostra eccellenza nel settore. Lo spazio sempre più accessibile a tutti.

L'attesa 
A meno 40 minuti dal "Go", la Nasa ha dato luce verde al riempimento dei serbatoi dei due stadi del Falcon 9. Cherosene, metano e ossigeno a bassa temperatura pompati ad altissima pressione nei serbatoi: un'operazione che mette i brividi e che spiega il timore per il maltempo, specialmente per i fulmini che aveva fatto slittare mercoledì il primo tentativo. 

La situazione meteorologica su Cape Canaveral in Florida era insomma quella che era: variabile, ma nemmeno malaccio e quindi anche il vertice alle 17 (ora italiana) al Kennedy Space Center ha confermato il "go" nonostante la minacciosa presenza di cumolonembi e fulmini. Gli astronauti hanno così proseguito la vestizione delle tute per nulla goffe e hanno raggiunto la rampa 39-A a bordo di una - noblesse oblige - Tesla, altro "marchio" del fondatore di SpaceX, Elon Musk. E alle 19.20 il portellone della capsula bianca è stato chiuso, prima effettiva botta di adrenalina.

 

 
 

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Molto peggio era invece il tempo sull'Atlantico sulla linea dell'eventuale  rientro in emergenza della capsula che dopo 9 anni permetterà agli Stati Uniti di disotterrare l'orgoglio e mandare americani nello spazio a bordo di un'astronava americana partita dal suolo americano. Addio insomma ai peraltro costosissimi passaggi chiesti dal 2011 ai russi e alle loro vetuste Soyuz. E avanti con il primo volo commerciale umano, una svolta nella storia dell'esplorazione spaziale.
 


La Nasa e l'azienda di Elon Musk hanno deciso di accettare il rischio e di procedere comunque al lancio tanto che era di nuovo arrivato il presidente Trump accompagnato dalla first lady Melania. 

«Stiamo andando avanti con il lancio. Le condizioni meteorologiche restano ferme sul 50% di possibilità di cancellazione», aveva scritto in un tweet l'amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine. Elon Musk ha rilanciato il tweet nel quale la SpaceX dice che la capsula aveva superato tutti i test.

 

A bordo della Crew Dragon i veterani della Nasa Doug Hurley (54 anni) e Bob Behnken (50). La loro missione, chiamata Demo2, è il secondo test della capsula Crew Dragon, che nel marzo 2019 aveva fatto il primo volo di prova senza equipaggio diretta alla Stazione Spaziale.

 

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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