Immobile contro Abraham, il veterano e il bambino: Lazio-Roma nel segno del gol

Domenica 26 Settembre 2021 di Alberto Abbate e Alessandro Angeloni
Immobile contro Abraham, il veterano e il bambino: Lazio-Roma nel segno del gol

Il veterano e il bambino, che parlano di gol. Di derby. Uno, Ciro (Immobile), racconta i sui contro la Roma, l’altro, Tammy (Abraham) riferisce di quelli londinesi, non proprio paragonabili, ma sempre preziosi. Un dialogo di gol, a quattr’occhi. A ragionar di Lazio e di Roma. Per Ciro, prima era una maledizione. Sino allo scorso 15 gennaio, Immobile segnava ma non vinceva mai la stracittadina. Almeno in campionato. Ora invece i laziali possono contare, eccome, sul loro re di Roma. Quattro reti ai giallorossi, l’ultima nel derby d’andata del campionato scorso, quando scappò a Ibanez. Al ritorno - è noto - Ciro rimasto a secco e Lazio sconfitta. Oggi, un’altra chance per agganciare Rocchi a quota cinque gol nei derby oppure, traguardo ancora più ambito, pareggiare i sei centri di Piola, e fare un altro passo verso quel record mostruoso, un tempo irraggiungibile: 159 gol con la maglia della Lazio, primato assoluto.

 

Ciro non si ferma, a Torino ha timbrato dal dischetto per il sesto centro in cinque giornate. È già capocannoniere solitario di questa serie A, ma ora vuole far decollare la Lazio in classifica. Giovedì ha suonato la scossa, poi ha invitato i compagni ad affrontare la Roma con il coltello fra i denti. Nessuna paura, Immobile prende di nuovo la mira. D’altronde, quando vede giallorosso, la sua vista si fa ancora più nitida. Al primo derby, nel 2017, subito un gol in semifinale di Coppa Italia, finalissima ipotecata. Il secondo timbro nella stagione successiva, all’andata, ma non evita alla Lazio il ko. Il terzo, l’anno dopo, lascia l’amaro in bocca: pareggio momentaneo, poi la Roma vince 3-1. Il quarto porta finalmente una vittoria, nella scorsa stagione, all’andata. Ma oggi è un’occasione più importante, perché con un gol Immobile può aprire ufficialmente l’era Sarri.


TOTTI E L’ACQUISTO TOP 
Dall’altra parte c’è chi il derby di Roma lo conoscerà solo oggi. Tammy Abraham, che canta già l’inno, guarderà l’Olimpico e capirà. Capirà che questa non è una semplice partita, è qualcosa di più. Del derby Lazio-Roma si innamorano tutti, non solo i romani. Abraham si cala nella stracittadina, con quel fisico da cestista e i piedi di un cigno. Eppure lui di derby ne ha giocati e nemmeno pochi: a Londra ce ne sono tanti, infiniti, lì si perde l’unicità dell’evento, che invece esiste qui nella Capitale, a Milano e pure a Genova. Ne ha giocati, li ha decisi e ha fatto gol a un po’ tutte le avversarie della sua città, in Premier gli è mancato solo il Tottenham, anche se agli Spurs ha segnato quando era nelle giovanili blues: due reti in tre partite. Lui, tifoso dell’Arsenal, ha segnato in cinque gare due reti proprio ai Gunners e altrettanti al West Ham. Tre quelli al Crystal Palace (in 5 partite) e due reti in quattro gare sia al QPR sia al Fulham.

 

Tammy è un uomo derby, almeno nei numeri. Poi qui ti devi scontrare con l’impatto emotivo, le tensioni, non sempre si è sereni e carichi, non sempre lucidi al primo colpo. Uno come Totti ci ha messo un po’ a sbloccarsi contro la Lazio, Dzeko ad esempio ha segnato alla “prima”, per non parlare poi del milanese Delvecchio. Non avrà Pellegrini con cui dialogare ma al suo fianco ci sarà Mkhitaryan (o Zaniolo), anche lui esperto di derby londinesi e con un buon impatto anche in quello romano, l’ultima sfida contro la Lazio porta la sua firma (e quella di Pedro, che ora sta dall’altra parte). «Abraham? Quando arrivano questi giocatori tutti pensano che sia l’uomo derby, è formidabile. Acquisto top, nella piazza di Roma un giocatore come lui che mostra attaccamento è fondamentale», le parole - al canale della Lega - di Totti, che dopo aver lanciato Pellegrini si occupa anche di questo ragazzone che ha già stregato la Roma romanista. «Quello che conta è la voglia di vincere. Se hai due tecnici di questo calibro, sai che sarà un bel derby. Con Mou è tutto in più, è uno che ti aiuta, ti stimola e in una città come Roma penso sia importante», sempre Totti. Francesco il derby lo ha chiuso con un selfie, che ancora oggi si va a riguardare con nostalgia: lui, dopo un gol meraviglioso, e dietro, la Sud. Oggi di nuovo piena.

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 11:03
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