Franca Valeri è morta: 100 anni di ironia, classe, cultura e comicità elegante

Domenica 9 Agosto 2020 di Gloria Satta
Franca Valeri è morta: 100 anni di ironia, classe, cultura e comicità elegante

Cento anni di ironia, cultura, classe, capacità di osservazione. «Aveva una comicità ricca di eleganza», diceva Alberto Sordi, che fu amico e partner della grande attrice, una delle prime donne che hanno fatto ridere gli italiani, in sei memorabili commedie cinematografiche tra cui ”Piccola posta”, ”Il segno di Venere, ”Il Vedovo”. Attrice carismatica, scrittrice e regista anche di opere liriche, sempre moderna, Franca Valeri se n’è andata una decina di giorni dopo aver compiuto il secolo di vita lasciando un ricordo indelebile e una carriera poliedrica sempre a cavallo fra teatro, cinema, tv, melodramma, libri. I suoi film, i suoi sketch, i suoi spettacoli e i suoi scritti hanno attraversato i mutamenti della società italiana documentando con acutezza tic, vezzi, debolezze di uomini e donne appartenenti a tutte le classi sociali, dall’altra borghesia al proletariato. Valeri (nome d’arte rubato al raffinato poeta francese Paul Valery) è stata la prima artista, fin dal 1948, l’anno del suo esordio, ad imporre la comicità femminile in un mondo dello spettacolo maschile e inguaribilmente maschilista.

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L’attrice, nata a Milano in una famiglia di origine ebraica con il nome anagrafico di Alma Franca Maria Norsa il 31 luglio 1920 e da tanti anni residente a Roma dov’è morta circondata dall’affetto dei suoi cari, ha interpretato mogli borghesi, segretarie, zitelle, donne del popolo e signorine ”con la puzza sotto al naso”. Due personaggi si stagliano su tutti: la Sora Cecioni e la Signorina Snob che le diedero il grande successo popolare. E resta nella storia l’epiteto ”Cretinetti” con cui Franca, che nel film di Dino Risi ”Il Vedovo” fa la moglie ricca del nullafacente Alberto Sordi, chiama il marito intenzionato a farla fuori. Nell’autobiografia ”Bugiarda no, reticente” data alle stampe poco prima dei 90 anni, l’attrice scriveva: «La nostra generazione era preparata. La preparazione non è solo forza fisica, ed è indubbio che noi siamo più robusti dei giovani, l'esercizio è soprattutto di genere morale». La carriera di Franca è segnata dal sodalizio artistico e sentimentale con il primo marito Vittorio Caprioli con il quale, unito a Valerio Bonucci, creò il teatro dei Gobbi, una sorta di cabaret intellettuale destinato ad aver successo anche a Parigi. Il teatro rimase sempre la sua passione, il vero amore, ma è al cinema e alla tv che l’attrice deve il grande successo di massa: i film interpretati in coppia con Sordi e gli sketch ospitati dal mitico ”Studio Uno” di Antonello Falqui la consacrano icona italiana.

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Ma non fu solo interprete: scrisse e mise in scena commedie proprieda ”Lina e il cavaliere” a ”Meno storie”, ”Tosca e altre due”, ”La vedova Socrate” portato attualmente in tour da Lella Costa. ”Il cambio dei cavalli” (2014) indaga invece il passaggio tra generazioni e la vede in scena sino a 94 anni a Spoleto col partner sodale Urbano Barberini e il regista Giuseppe Marini, nonostante la lotta col morbo di Parkinson che già la affliggeva. I suoi libri: ”Diario della signorina Snob” (illustrato da Colette Rosselli, Mondadori, 1951), ”Toh, quante donne!” (Mondadori, 1992), ”Animali e altri attori. Storie di cani, gatti e altri personaggi” (Nottetempo, 2005), ”L'educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene” (Einaudi, 2011) firmato con Luciana Littizzetto. Il suo ultimo compagno è stato il direttore d’orchestra Maurizio Rinaldi, la figlia adottiva è la cantante lirica Stefania Bonfadelli. L’ultima apparizione sullo schermo risale al 2013 ed è nel documentario su Alberto Sordi ”Alberto il grande” realizzato da Carlo e Luca Verdone. Ed è proprio Carlo a ricordare oggi la grande attrice scomparsa: «Franca è stata una figura importantissima della cultura italiana», dice l’attore e regista, «ci mancheranno il suo talento, la sua ironia, la sua cultura e soprattutto la sua intelligenza».
 

 

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