Covid, Zampa: «Nessuno pensa a un nuovo lockdown, chiudere le scuole deve essere l'ultima opzione»

Venerdì 16 Ottobre 2020
Covid, Zampa: «La chiusura delle scuole deve essere l'ultima opzione, nessuno pensa a un nuovo lockdown»

La chiusura delle scuole per l'impennata dei casi Covid in Campania ha scatenato le reazioni di ministri e sottosegretari, contrari alla scelta del governatore De Luca. Intervistata da RaiNews24, il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, ha spiegato che «la chiusura delle scuole deve essere "l'ultima ratio" per il paese».  «Sinceramente penso che possa essere un'ipotesi quando le altre strade sono state percorse, un paese non può decidere di chiudere per prime le scuole, che sono fondamentali anche per la salute dei ragazzi. Vanno fatte scelte sugli orari, perché bisogna agire sui trasporti. Nelle grandi città il problema dei trasporti esiste, lavoriamo sugli orari di lavoro e della scuola, sui turni«. Zampa, sulla scelta del governatore campano De Luca, ha detto: «Noi abbiamo lasciato alle regioni la facoltà di decidere, se De Luca lo ha deciso forse non ha delle altre leve. È evidente che pensa di non poter intervenire sui trasporti e su altri aspetti».

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Covid, Zampa: «Non mi risulta ipotesi nuovo lockdown»

Sull'ipotesi di un lockdown bis, la sottosegretario assicura: «In questo momento nessuno di noi ci sta pensando, ma dobbiamo fare in modo che questo non avvenga, e questo si può fare agendo sui comportamenti, meglio rinunciare ad una cena o andare a trovare gli amici. Ce la possiamo fare, quello che conta adesso è il numero dei tamponi, che oggi sono molti di più rispetto a marzo, prendere in carico presto i pazienti e tracciare i contatti».

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Questo, ovviamente, non significa che non possa essere uno dei punti della discussione tra ministro, presidente del Consiglio e ministro degli Interni, spiega Zampa. «Certamente per molte persone l'allarme va dato perché così ne derivano comportamenti virtuosi. Io ritengo che i comportamenti devono essere ispirati alla razionalità, abbiamo anche l'esigenza di convivere con il virus, non creare uno stato in cui diventa tutto impossibile, questo produce grandi danni, anche alla salute». I numeri di questi giorni secondo Zampa sono diversi da quelli di marzo. «Questi numeri vanno letti in percentuale sul numero dei tamponi, altrimenti si rischia di consegnare un allarme eccessivo - ha spiegato - la percentuale di positivi sui tamponi è poco superiore al giorno prima, anche se il numero di casi è cresciuto».

 

 

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