Vaccino Covid, Oms: «I Paesi scelgano chi vaccinare per primo. Dosi saranno limitate»

Giovedì 3 Dicembre 2020
Vaccino Covid, Oms: «I Paesi scelgano chi vaccinare per primo. Dosi saranno limitate»

Le forniture dei vaccini impiegheranno ancora diversi mesi per arrivare e saranno limitate all'inizio. «Tutti i Paesi devono decidere chi dovrebbe essere vaccinato per primo per massimizzare l'impatto di dosi limitate nel ridurre il carico della malattia in ogni contesto nazionale. Abbiamo bisogno di avere già piani pronti». Così Hans Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa (Oms), durante un incontro stampa sulla situazione dell'area. Poi ha chiarito che l'arrivo di un vaccino cambierebbe potenzialmente prima gli avvenimenti: a tal proposito, solo più di cinquanta i candidati vaccini che arrivati in fase di sperimentazione.

«I vaccini combinati con altre misure di sanità pubblica possono mettere fine a una fase acuta della pandemia e permettere di ricostruire le economie Più candidati abbiamo, più opportunità di successo ci sono» ha poi continuato. Nonostante i passi avanti fatti finora nella lotta al nuovo coronavirus, Kluge ha poi ribadito la necessità di adesione e di partecipazione delle comunità dei cittadini, perché «La promessa di un vaccino contro Covid è grande, ma il suo pieno potenziale non sarà realizzato senza una forte preparazione e l'accettazione della comunità».

L'intervento

Parole che fanno riferimento, in particolare, ai recenti sondaggi che rilevano come - in alcuni Paesi europei - la soglia degi scettici in merito ad un'eventuale vaccinazione rapida, è particolarmente alta. «Vi esorto a cercare informazioni affidabili da fonti affidabili e di non fare parte di un'infodemia di informazioni errate. La vaccinazione salva vite umane; la paura le mette in pericolo», queste le parole del direttore regionale per l'Europa. Poi ha chiarito che - per quanto la diffidenza sia comprensibile e condivisibile - le informazioni saranno il più possibile accurate per scongiurare eventuali effetti collaterali. Si tratta di meccanismi di qualità comprovata che esistono da decenni e che garantiscono la sicurezza dei vaccini.

L'impegno degli ex presidenti Usa

Nel frattempo anche gli Stati Uniti si mobilitano: ben tre ex presidenti americani scendono in campo per sostenere la campagna di vaccinazione. Si tratta dei democratici Barack Obama e Bill Clinton, e del repubblicano George W. Bush: questi ultimi si sono offerti volontari per ricevere le dosi di vaccino anti Covid in televisione. Sostenere le autorità sanitarie e - al tempo stesso - convincere l'opinione pubblica in merito all'affidabilità delle cure.

Anche Freddy Ford, a capo dell'entourage di Bush, ha riferito alla Cnn che l'ex presidente ha parlato con Anthony Fauci (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) e Deborah Birx - coordinatrice per la Casa Bianca per la strategia anti coronavirus - per chiedere in che modo potesse contribuire in prima persona. Segnali positivi anche dall' ex presidente Bill Clinton, il quale ha già comunicato che si farà vaccinare appena possibile «e lo farà pubblicamente se questo contribuirà ad esortare tutti gli americani a fare lo stesso». Così Angel Urena, suo portavoce. Infine anche Obama si è detto favorevole all'iniziativa, prestando fiducia ad un eventuale riscontro positivo da Anthony Fauci: «Potrebbe anche andare a finire che mi farò vaccinare in diretta, solo per far vedere alla gente che io ho fiducia nella scienza, mentre non ho fiducia nel prendermi il Covid. Se Fauci dice che il vaccino è sicuro, io gli credo», ha dichiarato.

Il vertice Onu

Al via il vertice Onu sulla pandemia: a New York si attende che intervengano i capi di stato, tra cui anche il premier italiano Giuseppe Conte. Il vertice si svolgerà online e si pone l'obiettivo di stimolare un'azione globale che affronti l'emergenza e le sue conseguenze senza precedenti su società, economia, lavoro e viaggi. Il summit si terrà oggi e domani, e parteciperanno in 100 tra capi di stato, di governo e ministri dei paesi membri. Il presidente dell'Assemblea Generale - Volkan Bozkir - ha definito l'incontro «un momento storico e un test per il multilateralismo che sarà definito dalla nostra azione collettiva su una delle questioni più critiche del nostro tempo».

Ultimo aggiornamento: 16:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA