Sindaco di Roma, presentati Michetti-Matone Sgarbi: così il centrodestra vuole riconquistare la capitale

Venerdì 11 Giugno 2021 di Francesco Pacifico
Michetti-Matone-Sgarbi: così il centrodestra vuole riconquistare Roma

Enrico Michetti rivendica il titolo di «tribuno della plebe. Fu l’unica carica che volle mantenere, che pretese Augusto quando divenne Imperatore». Simonetta Matone promette di guidare e rilanciare «la Capitale degli ultimi». Vittorio Sgarbi si candida, rinunciando allo stipendio, a fare «l’assessore ai miracoli, intanto far conoscere una città bellissima, per lo più nascosta, non accessibile». È stato presentato questa mattina al Tempio di Adriano il tridente - Michetti sindaco, Matone prosindaca e Sgarbi assessore alla Cultura - con il quale il centrodestra (Lega, FdI, Udc, Forza Italia, Cambiamo e Rinascimento) vuole riconquistare Roma. Ma al di là delle frasi di rito e delle photo opportunity, è stato subito chiaro a tutti che quella di Roma è una sfida di caratura nazionale: serve, attraverso il rilancio della Città eterna, per mettere le basi alla conquista del Paese; sarà decisiva per capire chi tra Lega e Fratelli d’Italia. Matteo Salvini, leader del Carroccio, a margine fa notare: «Il valore aggiunto della Lega? Quello di far vincere la coalizione».

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Giorgia Meloni, quasi a sottolineare il nuovo paradigma politico, rivendica «che c’è stato coraggio a candidare un uomo fuori dagli schemi come Enrico Michetti. Che sa parlare con la gente. Perché Roma è anche una città dove 800mila persone vivono fuori il Raccordo e sono stati dimenticati. Eppoi vi siete tutti soffermati sul suo suo curriculum, si è scritto “Michetti chi?”, ma parliamo di uno massimi amministrativisti d’Italia, uno chiamato dai Comuni di tutto il Paese per risolvere i problemi, cavaliere della Repubblica indicato da Gentiloni e nominato dal presidente Mattarella».

Michetti: «Devo restituire l'orgoglio ai romani»

Sindaco Tribuno, mr Wolf come ama definirlo Meloni, o “Michettone” come lo chiama già Sgarbi, Enrico Michetti, ha subito chiarito quali saranno i confini della sua campagna elettorale. Intanto le periferie, che vanno «inserite nei percorsi turistici in modo da triplicare i posti di lavoro». Senza dimenticare «i servizi alla persona, alzare il tasso di scolarità» per aiutare queste aree. Guarda alle categorie più colpite dalla crisi - «I ristoratori devono tornare a ridere» -, non dimentica le imprese, sottolinea che «bisogna dare un sogno ai dipendenti comunali, promette sforzi straordinari sul decoro, sui rifiuti e sulla manutenzione stradale. «Spero di essere all’altezza. Devo essere il sindaco che restituisce l’orgoglio ai romani. Che deve tornare Caput mundi. Quello che manca a Roma è la pace. A Roma c’è troppo odio e pregiudizio». In quest’ottica annuncia di considerare gli avversari alla corsa del Campidoglio «non dei nemici, ma dei colleghi. Non parlerò mai del passato, ma soltanto del presente e del futuro della Capitale».

 

Simonetta Matone, visto anche il suo curriculum, guarda agli ultimi: «Nessuno deve restare indietro. Bisogna coinvolgere in questa battaglia più associazioni, ma anche chi ha avuto di più». Quindi, annunciando che si metterà in aspettativa dalla magistratura, risponde a Enrico Letta che ha stigmatizzato l’utilizzo dei magistr alle amministrative: «Mi sorprende, fu lui a nominarmi capo del dipartimento degli affari di giustizia, ruolo già ricoperto da Falcone». 


Già da oggi sono in programma le prime riunioni per ultimare il programma e fissare l’agenda. Tra i presenti al Tempio di Adriano c’è molto entusiasmo, anche per superare le polemiche e lo stallo sulla scelta del ticket del ticket Michetti-Matone. A breve il “sindaco tribuno” vedrà Silvio Berlusconi. Alla fine della conferenza, ringraziando Salvini, Meloni e Antonio Tajani, dimentica il Cavaliere. Poi torna indietro e dice: «Ringrazio anche il presidente Berlusconi».

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 01:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA