Giovanni Toti (FI): «Matteo non ci mollerà mai, sono certo. Forza Italia però va rifondata dal basso»

Lunedì 23 Aprile 2018 di Mario Ajello
Presidente Toti, dice Berlusconi che «con i 5 stelle non si può governare». E così?
«Quella di Berlusconi mi sembra una constatazione più che una linea politica. E nasce dal fatto, indiscutibile, che i 5 stelle prima di parlare di programmi continuano a porre veti. E così non va. Ma sono sicuro che Forza Italia ha nel suo Dna la disponibilità a discutere con tutti, se c'è un piano di pari dignità».

Quindi, si può governare con M5S?
«Serve da parte di tutti il ricorso alla mediazione. Quello che stiamo cercando è un matrimonio di convenienza e non un matrimonio d'amore. Gli italiani vogliono che ci sia un governo, e non hanno votato per andare a rivotare. Io però, purtroppo, vedo lontano l'approdo finale di un governo».

A quali condizioni Forza Italia può accettare il governo che Salvini vuole fare con M5S?
«Un premier indicato dal centrodestra, cioè Salvini. Basta con i veti M5S. Programma serio e utile per il Paese».

Pronti all'opposizione, se Salvini si accorda da solo con Di Maio?
«Ho parlato molto con Salvini in queste settimane. E non mi sembra proprio che abbia intenzione di andare da solo rompendo il centrodestra. Gli elettori gli hanno dato la responsabilità di guida dell'intera coalizione. Non credo che voglia abdicare a questo ruolo, per fare il vice di Di Maio. Il problema è che c'è un eccesso di tatticismi. E sembra che tutti, in questa ricreazione che sta durando troppo e non sa quando può finire, giochino con le figurine: io ho questo campione, io quest'altro. Bisogna saper uscire dai personalismi, essere capaci di mediare e, soprattutto, cominciare a dare soluzioni ai numerosi e profondi problemi italiani ed europei».

Anche Berlusconi, però, partecipa al balletto: non doveva risparmiarsi la battutaccia sui «cessi»?
«E' stato un fallo di reazione, arrivato dopo giorni e giorni di inqualificabili veti anti-democratici dei grillini».

L'altra sera, a cena con Berlusconi, che cosa le ha detto?
«Abbiamo discusso a lungo sulla necessità di rinnovare Forza Italia. Gli ho detto che il rinnovamento non deve calare dall'alto, ma deve trovare la sua via dal basso. Gli ho spiegato che nessuno, e tantomeno io, vuole mettere in discussione la sua figura e il suo insostituibile ruolo. Ma occorre un reale coinvolgimento democratico di tutta la classe dirigente e dell'intero partito».

Troppe logiche di corte?
«Non possiamo predicare la meritocrazia e la necessità di ascensori sociali nel Paese, senza applicare questi criteri nel nostro partito. Ci vorrebbe una sorta di Statuto Albertino. Quelle regole salvarono dalla crisi il Regno Sabaudo per cento anni. Il Regno di Arcore ha bisogno di coinvolgere la borghesia, l'aristocrazia illuminata e il popolo con nuove regole, e magari trovare il suo Cavour».

Salvini Benso conte di Cavour?
«Matteo non lo vedo nei panni di Cavour. Non ne ha l'attitudine. Ma con il nostro aiuto deve governare e lo saprà certamente fare».

Davvero ci sono forzisti che la supplicano: portaci nelle braccia di Salvini?
«Non è vero. Ma è vero che molti mi cercano perché le preoccupazioni sono tante e il futuro in questi momenti è difficilmente comprensibile ai più. Chi mi conosce sa che io mai mi presterei a operazioni di Palazzo o a spaccature ulteriori del centrodestra. Ho sempre lavorato per unire».

Privatamente, molti big del suo partito dicono: Berlusconi ci sta portando a sbattere.
«Io, da giornalista, osservo la realtà e l'ho sempre descritta per quella che è. Una realtà difficile. Altri invece, oltre a darmi del traditore o a immaginare complotti, hanno sempre dato versioni edulcorate. Spero che adesso il dibattito possa emergere in superficie e ci si cominci a interrogare sul serio su come rilanciare il partito. Perché, come è noto, il medico troppo pietoso o timoroso spesso uccide il paziente». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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