Tra sospetti e veti parte il confronto tra Pd e grillini

di Marco Conti

ROMA Pessimisti restano, ma l’occasione per infilarsi nelle contraddizioni del M5S sembra essere troppo ghiotta per lasciarsela scappare continuando a pronunciare un ormai troppo generico “tocca a loro”. E così, dopo una reazione fortemente negativa seguita all’incarico esplorativo affidato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al presidente della Camera Roberto Fico, anche l’ala ortodossa del Pd renziano si adegua e non chiude la porta. 

D’altra parte il M5S sostiene di aver archiviato i tentativi che andavano avanti da un mese e mezzo di chiudere un’intesa con la Lega. Esattamente come chiedeva il Pd. Ora le domande dei Dem si spostano sul candidato per palazzo Chigi e sul programma. Vista la duttilità mostrata sinora dai grillini, il confronto sui singoli temi potrebbe risultare scivoloso per quella parte del partito che non vuole l’intesa. La riforma della legge Fornero entra ed esce dal confronto che i grillini sottopongono alle forze politiche. Così come non sembra dirimente la Tav o il reddito di cittadinanza. Più difficile chiedere a Di Maio che metta in discussioni la sua ascesa a palazzo Chigi come oggi fa il capogruppo del Pd Andrea Marcucci. Anche perché, qualora poi la ottenesse, dovrebbe spiegare perché Fico è meglio di Di Maio.

 
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Martedì 24 Aprile 2018, 16:44






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