Oxfam, scandalo prostituzione ad Haiti. Londra minaccia taglio finanziamenti

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Scandalo prostituzione ad Haiti, Londra minaccia taglio finanziamenti
Lo scandalo sessuale che ha investito Oxfam riguarda solo pochi delle sue migliaia di operatori, ma rappresenta «un fallimento morale» per i vertici questa ong umanitaria. Così oggi Penny Mordaunt, ministra britannica per la Cooperazione internazionale, la quale ha ribadito che il suo dicastero - finanziatore nel 2017 di Oxfam con 32 milioni di sterline - non era stato informato dei presunti abusi a Haiti o nel Ciad. E che attende rassicurazioni in un incontro fissato per domani, pena la confermata minaccia d'un taglio dei fondi. 

Lo scandalo è esploso venerdì dopo che il Times ha pubblicato un'inchiesta che accusa Oxfam di aver insabbiato le responsabilità dei suoi operatori, anche a livello dirigenziale, che avevano frequentato dopo il terremoto di Haiti nel 2010 un giro di prostitute sull'isola, coinvolgendo forse anche ragazzine. 

Il governo britannico sta intanto valutando ora l'ipotesi di rivedere i rapporti con Oxfam. «Il rapporto sui comportamenti inaccettabili da parte di personale di alto livello di Oxfam ad Haiti è scioccante», ha dichiarato un portavoce di Downing Street che adesso chiede alla celebre ong «di portare tutte le prove che ha alla commissione interna per un'indagine immediata ed esaustiva sulle accuse». «Oxfam deve fornire delle risposte», ha incalzato un portavoce del Dipartimento per lo sviluppo internazionale. «Noi lavoriamo spesso con organizzazioni in circostanze caotiche e difficili. Se sono stati compiuti crimini, abusi o frodi dobbiamo saperlo subito e in modo approfondito», ha sottolineato il portavoce del dipartimento ai media britannici.

Un'ombra inquietante si allunga dunque su una delle più importanti organizzazioni umanitarie del mondo occidentale. Accuse imbarazzanti per l'organizzazione con sedi in Europa e nel resto del globo se si considera che a sfruttare sessualmente la popolazione locale senza cibo, medicine e speranze per il futuro, erano proprio quei funzionari incaricati di coordinare gli aiuti internazionali. Per il Times, che cita un rapporto confidenziale realizzato dall'organizzazione nel 2011, lo scandalo sarebbe stato risolto internamente: con le dimissioni di tre dipendenti e il licenziamento per «condotta riprovevole» di altri quattro, ma in modo piuttosto sbrigativo, al fine di «coprire» la vicenda.

Resta il fatto che nessuno dei funzionari coinvolti è stato arrestato o incriminato. Di fronte alla accuse del quotidiano, che in un editoriale parla di comportamento «vergognoso» e «imperdonabile», è arrivata la risposta ufficiale del direttore di Oxfam Italia, Roberto Barbieri. «Oxfam ha sempre agito all'insegna della massima trasparenza punendo ogni comportamento contrario ai propri valori», ha dichiarato. «I fatti emersi risalgono a sette anni fa e non hanno mai interrotto o inficiato l'azione umanitaria realizzata da Oxfam Gran Bretagna dopo il gravissimo terremoto di Haiti», ha aggiunto Barbieri.

E ancora: «All'epoca dei fatti, Oxfam aveva una gestione indipendente dei progetti realizzati nei diversi Paesi da parte delle proprie affiliate ma sappiamo che i nostri colleghi britannici hanno preso azioni immediate, interrompendo il rapporto di lavoro con le persone coinvolte».

“Dopo l’inchiesta resa pubblica nel 2011, Oxfam si è dotata di strumenti e politiche  in primo luogo in grado di prevenire casi di cattiva condotta e abuso, ma stiamo lavorando per agire in modo ancor più efficace: formando gli operatori, rafforzando le verifiche in fase di selezione e, soprattutto, prevedendo dei canali di denuncia protetta per le vittime di abusi.  – ha detto ancora il direttore di Oxfam Italia - Solo consentendo spazi protetti possiamo intervenire con efficacia e il più rapidamente possibile. E sono proprio le donne a guidare questo processo ai vertici di Oxfam, a partire dalla direttrice esecutiva Winnie Byanyima e da 15 su 22 donne a capo delle affiliate Oxfam nella confederazione. La nostra priorità è ed è sempre stata essere al fianco delle donne e delle ragazze vittime di abusi o sfruttamento. Il nostro lavoro di difesa e promozione dei diritti delle donne è centrale nella nostra azione e valori. In tutto il mondo Oxfam sostiene milioni di donne, con l’obiettivo di garantire loro una vita dignitosa".

Fra i funzionari allontanati, secondo il Times, c'è il 68enne belga Roland van Hauwermeiren, che era il responsabile delle operazioni di Oxfam ad Haiti. Si era dimesso senza subire alcuna azione disciplinare dopo aver ammesso di essersi intrattenuto con prostitute nella villa affittata per lui coi fondi dell'organizzazione. Si volle così evitare uno scandalo attorno alla figura di van Hauwermeiren che avrebbe potuto avere potenziali ripercussioni sulla reputazione dell'organizzazione.

Diverse fonti affermano inoltre che alcune delle ragazze coinvolte nel giro di festini a sfondo sessuale erano minorenni e il giornale di Rupert Murdoch parla anche di un video in cui si vedono giovani haitiane con le t-shirt di Oxfam nel corso di uno di questi 'party' organizzati sull'isola. 



 


 
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Domenica 11 Febbraio 2018, 18:21






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