Semestre bianco, quando inizia: cosa succede negli ultimi sei mesi di Mattarella al Quirinale

Martedì 27 Luglio 2021 di Francesco Malfetano
Semestre bianco, quando inizia: cosa succede negli ultimi sei mesi di Mattarella al Quirinale

Manca esattamente una settimana poi, da martedì prossimo, l'Italia entrerà nel semestre bianco. Dal 3 agosto inizia infatti il conto alla rovescia per gli ultimi 6 mesi del Presidente Sergio Mattarella al Quirinale. Centottanta giorni considerati insidiosi perché, Costituzione alla mano, prevedono limitazioni alle funzioni del Capo dello Stato. Il punto cruciale, specie guardando alla situazione odierna della Penisola, è senza dubbio il divieto per Mattarella di sciogliere le Camere. A sancirlo è l'art. 88 che stabilisce come il Presidente «Non può esercitare tale facoltà (lo sciogliemento di Camera e Senato appunto ndr) negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura». 

In altre parole, volente o nolente, l'attuale governo dovrà proseguire il suo mandato almeno fino all'inizio della primavera 2022. Una stabilità nuova che, se da un lato dà Mario Draghi la possibilità non temere troppo le scorribande dell'opposizione e soprattutto della maggioranza (con Lega e M5s già in fibrillazione tra riforma della Giustizia e Green Pass, ma soprattutto con in vista una legge di bilancio che porta in dote i primi fondi del Recovery), dall'altro lo costringe a fare i conti con l'impossibilità di usare la minaccia del "tutti a casa" per gestire le crisi più delicate. Da anni d'altronde il semestre bianco si è tramutato in una lunga partita a scacchi dove l'obiettivo non è più l’equilibrio istituzionale per garantire il bene della Repubblica bensì il sovvertimento dei piani politici degli avversari di turno.

 

Semestre bianco, le origini

Si apre quindi un periodo particolarmente complesso che per qualcuno è anche ormai anacronistico e, per questo, andrebbe eliminato dal testo costituzionale (tant'è che l'ultima parte, quella relativa alla coincidenza di legislatura e semestre bianco è già frutto di una modifica causata da un «ingorgo istituzionale». Ovvero fu introdotta solo nel 1991 quando la fine della legislatura coincideva con la fine del mandato presidenziale di Francesco Cossiga). D'altronde che il semestre sia uno strumento legato a dinamiche poco attuali è una verità. L'assemblea costituente infatti lo volle perché temeva - trovandosi all'inzio dell'era repubblicana a pochissimi mesi di distanza dalla fine del ventennio fascista - che un presidente autoritario sciogliesse le Camere per farne eleggere di più compiacenti e sperare quindi in un secondo mandato. «Un piccolo colpo di stato legale» come lo definì, presentando l'emendamento all'assemblea costituente di cui faceva parte, il politico sardo del Pci Renzo Laconi.

 

I poteri

Tuttavia sarebbe sbagliato concepire il semestre bianco come un periodo di totale vuoto istituzionale. Tutt'altro. Come ribadito dallo stesso Mattarella pochi giorni fa in una lettera indirizzata al premier Draghi e ai due presidenti delle Camere Fico e Casellati, negli ultimi sei mesi di mandato alla guida della Repubblica, il presidente conserva molte delle sue prerogative. Il potere di nomina ad esempio (cioè la possibilità, in caso di una crisi di governo, di incaricare qualcuno per guidare l'esecutivo fino a fine legislatura) ma anche quello di nominare i ministri su proposta del premier, così come il potere di firma per autorizzare o meno la pubblicazione di disegni di legge e decreti, o anche il potere di rinviare alle Camere le leggi per garantire un nuovo confronto. In aggiunta, il presidente mantiene anche la possibilità di far leva sui partiti con colloqui mirati per favorire il bene superiore del Paese piuttosto che l'interesse politico del momento. La cosidetta "moral suasion" che, se pure non è presente in Costituzione, è diventato uno della prerogative cardine del Quirinale. 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 15:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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