M5S, Conte è presidente e Grillo garante sui valori: sarà battaglia a Draghi

Lunedì 12 Luglio 2021 di Alberto Gentili
M5S, Conte è presidente e Grillo garante sui valori: sarà battaglia a Draghi

Niente scissione del MoVimento 5 stelle, niente nuovo partito di Giuseppe Conte. Tra l'ex premier e Beppe Grillo, che ieri si sono sentiti ripetutamente al telefono, esplode la pace. Da capire quanto durerà. Soprattutto se, com'è molto probabile, Conte vorrà trasformarsi nella spina nel fianco del governo di Mario Draghi.
L'annuncio dell'intesa, avvenuto a sorpresa in apertura dell'assemblea dei parlamentari grillini, è arrivato dopo che la bozza del nuovo statuto è stata vistata «da notai e avvocati». Insomma a dispetto delle previsioni, la guerra nucleare esplosa giovedì tra Conte e Grillo a causa dell'«intromissione» del Garante nella trattativa sulla riforma del processo penale, ha portato a un'accelerazione.

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«Perché ciò che è avvenuto sulla prescrizione, con Draghi che ha chiamato Grillo e Grillo che ha spinto i nostri ministri a votare sì in Cdm mentre Conte era contrario», dice chi ha partecipato alla trattativa, «è stata la prova provata che la diarchia è dannosa e rende il MoVimento più debole».
Raccontano che Grillo avrebbe «ceduto su tutto» e Conte avrebbe «incassato tutto ciò che chiedeva». Nella bozza dello statuto è scritto che l'ex premier - presto eletto presidente, archiviando l'uno vale uno delle origini grilline - è «unico titolare e responsabile della determinazione e dell'attuazione della linea politica». E il «Garante non interferisce con l'attività politica del presidente». Inoltre viene fissata la «chiara e netta distinzione tra le funzioni di garanzia e quelle di azione politica».

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Conte è anche «rappresentante legale» del MoVimento e «il responsabile della comunicazione» (Casalino resta in sella). Inoltre ha «il potere di designare i componenti degli organi elettivi di natura politica, che vengono poi votati dall'Assemblea». In primis i due vicepresidenti. Il Garante manterrà «inalterate le sue funzioni di garanzia», mentre «al presidente spetta la designazione dei componenti degli organi elettivi di natura politica», come al «Garante spetta il potere di indicare i candidati agli organi di garanzia»: il Comitato di garanzia e il Collegio dei probiviri. «Nello Statuto», viene poi spiegato, «vengono conservati tutti i valori fondativi del Movimento, che vengono addirittura potenziati, si pensi ad esempio all'elezione da parte dell'Assemblea dei membri degli organi elettivi».

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L'intesa, per la quale sono stati determinanti Luigi Di Maio e Roberto Fico, è stata annunciata da Vito Crimi. Il reggente, uno dei Sette Saggi incaricati della mediazione, ha letto la nota congiunta dell'ex premier e del Garante all'assemblea dei gruppi: «Grillo e Conte hanno definito concordemente la nuova struttura di regole del Movimento, nei prossimi giorni si sentiranno ancora per definire gli ultimi dettagli e dare avvio alle procedure di indizione delle votazioni». Già, perché «si voterà a breve per il nuovo statuto e per il nuovo presidente del M5S».

 


Conte, mentre Grillo è restato in silenzio, ha salutato l'accordo con un post su Fb: «Sono pienamente soddisfatto dell'accordo raggiunto con Grillo, con il quale in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi direttamente più volte. Ora ci sono tutte le condizioni per partire e rilanciare il Movimento: piena agibilità politica del presidente del M5S, netta distinzione tra ruoli di garanzia e ruoli di azione politica, grande entusiasmo e chiaro sostegno al progetto politico». Ancora, dopo aver ringraziato i Sette Saggi: «Adesso è il momento di lasciarci alle spalle le ombre di questi giorni difficili. I 5Stelle si rialzeranno più forti per dare sostanza alla voce di chi non è ascoltato da nessuno».
«GUERRA PER LA PRESCRIZIONE»
La prima battaglia di Conte, una volta eletto presidente, sarà in Parlamento contro la riforma della riforma Bonafede del processo penale: «Per noi questa sarà la madre di tutte le battaglie», dice un senatore contiano doc, «difenderemo i nostri valori di legalità, onestà, lotta all'impunità. Il MoVimento non può accettare che metà dei processi vadano in prescrizione. Abbiamo sempre gridato onestà, onestà e ricominceremo a gridarlo in Parlamento».


L'altro fronte che Conte aprirà sarà il rapporto con il governo. Da ciò che racconta chi ha parlato con l'avvocato nelle ultime ore, per Mario Draghi non saranno rose e fiori. La premessa è rassicurante: «Conte non fa che ripetere che non vuole uscire dal governo e non è vero che attenderà agosto per farlo». Il passo successivo però è violento: «Giovedì Draghi ha superato una linea che non doveva superare. Ha approfittato di una debolezza del Movimento per umiliare la prima forza politica in Parlamento. E questo avrà un prezzo che il premier dovrà pagare, potrà essere il Quirinale o qualcos'altro. Di certo con Conte si farà sentire». Chiosa di un esponente vicino a Grillo: «Beppe ha ceduto ma non è stato fatto fuori e ha sempre detto di aver messo la faccia sul governo Draghi, dunque nel caso di strappo si farà sentire. Tanto più che nessun parlamentare, nell'assemblea dei gruppi, ha chiesto di uscire dal governo...».
 

Ultimo aggiornamento: 07:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA