Pfas, monitoraggio su persone e alimenti Serviranno 3 milioni

Martedì 27 Dicembre 2016
Pfas, monitoraggio su persone e alimenti Serviranno 3 milioni
VENEZIA - Inquinamento da Pfas e veleni nel sangue, la giunta regionale del Veneto avvia piani monitoraggio su persone e alimenti. «Continueremo la collaborazione con le Procure», dice il governatore Luca Zaia. E l'assessore alla Sanità Luca Coletto annuncia che sono già partite le prime convocazioni per i quattordicenni.
L'obiettivo è verificare la presenza e gli eventuali effetti su persone e alimenti dei Pfas - sigla che sta per sostanze perfluoro alchiliche - la cui contaminazione ha interessato parte del territorio regionale. Per questo la giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, ha approvato due piani di intervento. Si tratta del Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche e del Piano di campionamento per il monitoraggio degli alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche in alcuni ambiti della Regione del Veneto. Nell'occasione la giunta ha disposto un ulteriore finanziamento specifico di 400 mila euro. Si stima che per il primo anno di attività del monitoraggio saranno necessari circa 3 milioni di euro.
«Siamo sul pezzo sin da quando emerse il problema dice Zaia e ci preoccupammo prima di tutto di mettere in sicurezza gli acquedotti, operazione portata a termine in pochissimi giorni. Ora si va più a fondo, a verificare se e quanto male hanno fatto queste sostanze all'ambiente complessivo e alle persone e quali cure e attenzione sono necessarie. Continueremo la più stretta collaborazione con le Procure. Mettendo a disposizione della magistratura gli esiti dei monitoraggi nell'ottica di accertare le responsabilità e i danni provocati».
«Tralasciando gli aspetti giuridici della vicenda, nella quale la Regione è evidentemente vittima, così come i cittadini coinvolti dice Coletto si tratta ora di monitorare la salute' delle persone e dei prodotti agricoli. Anche su questo aspetto, nel tempo si sono succedute le ricette più svariate. Noi abbiamo scelto la strada del rigore scientifico, lavorando fianco a fianco con l'Istituto superiore di sanità. Le prime lettere di convocazione per entrare nello screening, che è su base rigorosamente volontaria, sono già partite e riguardano i ragazzi di 14 anni. Tutte le prestazioni saranno esenti da ticket, così come le eventuali cure che dovessero emergere come necessarie».
Il Piano interesserà circa 85 mila persone comprese tra i 14 e i 65 anni dell'area di 21 Comuni nelle province di Vicenza (Alonte, Brendola, Lonigo, Sarego, Asigliano Veneto, Noventa Vicentina, Poiana Maggiore), Padova (Montagnana) e Verona (Cologna Veneta, Pressana, Roveredo di Guà, Zimella, Albaredo d'Adige, Arcole, Veronella, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Legnago, Minerbe, Terrazzo). La fase operativa verrà coordinata dall'Ulss 5 Ovest Vicentino. La chiamata è strutturata come uno screening oncologico, convocando i singoli cittadini, con periodicità biennale.
Per quanto riguarda invece gli alimenti, il campionamento coinvolgerà sia le aziende industriali sia quelle familiari per autoconsumo. I campioni di origine animale e vegetale saranno inviati rispettivamente all'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e all'Arpav.
«Finalmente sapremo la portata del disastro commentano i consiglieri regionali del M5s, Jacopo Berti e Manuel Brusco - Ma questo progetto lo deve pagare la Miteni, non è giusto che ancora una volta si mettano le mani nelle tasche dei cittadini per risolvere un guaio causato dai privati».