Diffida contro gli incarichi alle maestre

Martedì 21 Agosto 2018

SCUOLA
VENEZIA Consegnata una diffida nel bel mezzo delle immissioni in ruolo per la scuola dell'infanzia e la primaria dei docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, le cosiddette Gae. Ieri gli uffici scolastici territoriali del Veneto hanno ricevuto una copia dell'atto contro l'attribuzione degli incarichi a tempo determinato o indeterminato agli insegnanti in possesso del solo titolo del diploma magistrale. A chiedere che venga rispettata la sentenza pronunciata dall'adunanza plenaria del Consiglio di Stato lo scorso dicembre, che considera illegittima l'assegnazione dei posti ai diplomati, è il Comitato docenti precari delle Gae infanzia e primaria, i laureati in Scienze della formazione e i vincitori dell'ultimo concorso.
«Le immissioni in ruolo sono avvenute con riserva perché c'è un impegno da parte del governo di fare un concorso riservato per regolarizzare le posizioni dei maestri con il solo diploma» spiega Fabio Barina del sindacato Gilda. «Noi chiediamo che venga rispettata la sentenza del Consiglio di Stato, altrimenti si ledono i diritti dei laureati e dei vincitori di concorso che si vedono sottrarre il posto dai diplomati» spiega Alessandra Michieletto, tra i promotori della diffida.
LA VICENDA
Una vicenda, quella dei diplomati magistrali, che ha tenuto banco per l'intera estate. Anche perché in Veneto sono indispensabili per ricoprire cattedre che altrimenti resterebbero vuote. Senza i tremila maestri con il solo diploma che stanno già insegnando non si riuscirebbe a garantire l'avvio dell'anno scolastico. I trecento posti riservati agli aspiranti docenti nelle facoltà di Padova e Verona di Scienze della Formazione sono infatti insufficienti a coprire il fabbisogno regionale. Sulla vicenda era scesa in campo l'assessore veneto all'Istruzione Elena Donazzan e aveva denunciato la carenza dei numeri anche il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto Daniela Beltrame.
Ma in realtà le assunzioni in ruolo di questi giorni dei diplomati magistrali saranno convertite in contratti a tempo determinato fino al 30 giugno. Nel frattempo verrà indetto il concorso non selettivo per la scuola dell'infanzia e la primaria a cui potranno partecipare i diplomati magistrali purché abbiano almeno due anni di insegnamento nella scuola statale. Verranno quindi messi da parte tutti coloro che avevano rispolverato il vecchio diploma senza mai aver insegnato e chi lavora nelle scuole paritarie.
LA SOLUZIONE
«Come prevede il decreto dignità l'immissione in ruolo dei diplomati magistrali sarà convertita in contratto con scadenza il 30 giugno - spiega il senatore friulano Mario Pittoni, presidente della Commissione Istruzione Pubblica e Beni culturali al Senato - parlare di licenziamento dei diplomati magistrali, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, è illegittimo, perché avevano un contratto con riserva. Durante l'anno scolastico che inizierà a settembre si terrà il concorso straordinario per infanzia e primaria sulla base del quale verrà redatta una graduatoria». In questo concorso un peso rilevante - pari al 70% del punteggio - sarà dato al curriculum. «Superata questa situazione si dovrà giungere ad avere concorsi ordinari per insegnanti a cadenza regolare - prosegue Pittoni che annuncia anche modifiche al concorso per presidi già avviato - sto facendo alcuni cambiamenti affinché i vincitori di concorso possano entrare in servizio già per l'anno scolastico 2019-2020». L'attuale procedura non garantisce l'entrata in servizio tra un anno e andrebbe quindi a penalizzare in particolar modo il Veneto dove i dirigenti scolastici sono la metà di quanti ne servirebbero.
I NUMERI
Sul fronte insegnanti, invece, per l'anno scolastico 2018-2019 ormai alle porte i posti disponibili in Veneto sono 44.953, di cui 3.845 nella scuola dell'infanzia, 8.014 nella primaria, 15.250 nelle medie e infine 17.844 alle superiori. A questi si sommano i 13.342 posti nel sostegno per complessivi 58.295 posti. Va detto che gli insegnanti di sostegno che hanno conseguito la specializzazione sono poco più del dieci per cento del reale fabbisogno.
Raffaella Ianuale
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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