Laura Castelli (M5S): «Roma? Lo Stato non avrà costi in più. Salvini vuole che la Raggi cada»

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Laura Castelli: «Lo Stato non avrà costi in più. Matteo vuole che Virginia cada»

di Lorenzo De Cicco

«Salvini fa la sua campagna elettorale, spera che il Comune di Roma cada per andare al voto. Ma questa è una misura portata avanti dal Ministero dell’Economia e da tutto il governo. Quindi decida, Salvini, se vuole fare un attacco politico o se vuole fare il membro di questo governo». Laura Castelli, viceministro dell’Economia in quota M5S, giovedì scorso era accanto a Virginia Raggi per annunciare che tra due anni sarà smantellata la “bad company” del Comune di Roma, la struttura che gestisce 12 miliardi di debiti accumulati fino al 2008. «È una misura a costo zero per i cittadini, zero. Fare polemica su questo è assurdo», dice Castelli, dopo avere letto le dichiarazioni del leader del Carroccio.

Dice Salvini: non pagheremo i debiti fatti da altri...
«Ma per lo Stato non ci sono costi aggiuntivi: si accolla il debito e in cambio non paga più la quota annuale per la gestione commissariale».

I famosi 300 milioni all’anno sborsati dal 2009...
«Esatto. Quindi il costo è zero. In cambio la gestione commissariale, smantellata dal 2021, avrà la liquidità per coprire la cassa. Altrimenti la situazione era difficile».

In che senso?
«Lo ha già detto anni fa l’ex commissario del debito, Scozzese: se qualcuno non ci mette mano, la cassa della struttura commissariale si sfonda. Noi in legge di bilancio abbiamo già inserito alcune norme per fare chiarezza, non si capiva se certe partite dovessero essere pagate dal Comune o dal commissario. E in questi tre mesi la gestione commissariale ha migliorato le sue performance».

Quindi Salvini, secondo lei, sbaglia?
«Salvini dice queste cose per campagna elettorale. Si dovrebbe ricordare che la Capitale d’Italia è Roma e non è Milano».

A quanto ammonta il debito che lo Stato si accollerà? Si parla di 12 miliardi?
«Ma no, già oggi siamo sotto quella cifra. Il resto si saprà quando uscirà il decreto. E come ha detto la giunta di Roma in conferenza stampa, per il 2021, quando scade il mandato di Raggi, lasceremo un’eredità a chi verrà dopo, un credito potenziale di 2,5 miliardi da poter investire per la città».

Quindi si va avanti? Tutto il M5S è compatto?
«Non solo tutto il Movimento, tutto il governo. È d’accordo anche il collega viceministro Garavaglia, della Lega. Ci sono le mail in cui chiede di inserire la misura nel decreto Crescita».

Non c’è possibilità che il provvedimento salti o slitti?
«Ma sta scherzando? Sarà nel decreto Crescita, è stato votato dal Consiglio dei ministri. Tria lo condivide, perché dovrebbe saltare?».

Beh, se il vicepremier ne parla così negativamente...
«Ma fa così perché non vede l’ora che cada il Comune di Roma, forse per andare a elezioni, è evidente, no? Ma è un’operazione su cui può star tranquillo. Mi pare poi che la nuova Lega non sia più nordica, o sbaglio?».

Salvini, parlando del debito di Roma, ha detto anche che l’Autonomia servirà «a risolvere questa follia».
«Le Autonomie non c’entrano nulla, la gestione commissariale nasce da una legge fatta nel 2009 da un governo di cui la Lega faceva parte. Ora abbiamo fatto una norma a costo zero, che è win-win, vincono tutti, e non permetterà agli italiani, tutti, di pagare i buchi prodotti dalle vecchie giunte. Salvini dovrebbe essere contento. Poi se ha bisogno di andare contro il Comune di Roma, è un problema suo».
 
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Martedì 9 Aprile 2019, 00:10






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