Tensioni di musica

Lunedì 30 Settembre 2019
Tensioni di musica

L'EVENTO
Uno dei momenti clou del festival Tensioni è stato il concerto di Serena Brancale al Censer, ribattezzato ormai Fabbrica dello zucchero. La cantante barese ha dimostrato, nonostante la giovane età, preparazione tecnica e consumate doti da palcoscenico. Quello di Serena è un viaggio tra i generi: la voce è sicuramente di stampo jazz, ma gli arrangiamenti guardano anche al funk e al rock. Brancale sale sul palco ricca di stile pure nel look (cappello, camicia bianca e pantaloni a pois), posa una pesante valigia e inizia a cantare urlando in un megafono. Sarà l'unico momento di ruvidezza della serata: poi, per un'ora, Serena conquisterà il pubblico rodigino con grazia ed energia.
LA SERATA
Ad accompagnarla, i bravi Domenico Sanna (tastiere) e Dario Panza (batteria). L'album presentato è il nuovo Vita d'artista: si parte allora con il brano che dà il titolo all'opera, irresistibile swing moderno con una strizzata d'occhio al passato (e non è un caso che l'album sia uscito in vinile). Inevitabile essere coinvolti dalla cantante che infatti ammicca, balla e invita fin da subito gli spettatori a spostarsi verso il palco. Leggermente più lenta, ma altrettanto coinvolgente, Tempo, che nella versione in studio ospitava Willie Peyote. Ancora più sottovoce la bella ballata soul Adesso, con la voce di Serena che nel finale raggiunge note altissime. Si passa poi alla lingua inglese con Jazz crimes (testo scritto da Serena su un brano del sassofonista Joshua Redman) e addirittura al rumeno con Rumelaj, nella quale la cantante usa anche sintetizzatori e percussioni elettroniche, trasformando la danza rom in un ritmo tribale e dionisiaco. Serena continua a giocare con gli effetti nel bell'omaggio a Lucio Dalla: usando una loop station (dispositivo che permette la sovrincisione, sul momento, di più tracce vocali) resta sul palco da sola e fonde mirabilmente Futura, Balla ballerino, L'anno che verrà e Anna e Marco.
La trentenne Brancale ha iniziato ad ascoltare musica negli anni Novanta: impossibile non ricordare, allora, anche le Spice girls, con un irriconoscibile riarrangiamento di Say you'll be there e Wannabe. Chiusura con Paprika e Come ti pare, ulteriore conferma delle doti dell'artista sia a livello interpretativo che di composizione, con testi e musiche mai banali, che tradiscono studi al liceo classico e al conservatorio.
Brancale ha insegnato qualcosa a chi pensa che i giovani artisti italiani abbiano poco da dire, con un concerto memorabile che avrebbe meritato più durata (sono rimasti fuori scaletta brani come Galleggiare, portato da Serena a Sanremo 2015) e decine di spettatori in più.
Marcello Bardini

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