La lirica di San Vito cerca nuovi alleati

Martedì 7 Agosto 2018

DOPPIO CONCERTO
Per la sedicesima edizione dell'Opera lirica in piazza, san Vito al Tagliamento sceglie il Nabucco di Giuseppe Verdi e annuncia, per bocca del sindaco Antonio Di Bisceglie, tre importanti novità: lo spostamento ad agosto a ridosso del 15 nella suggestiva notte di San Lorenzo (il 10 agosto); l'avvicinamento a un'idea di produzione autonoma accarezzata da tempo; la creazione di un circuito regionale, con eventuale sconfinamento in Veneto. In quest'ottica è già stata avviata una collaborazione con la Fondazione Bon, che si concretizza con la data di domani alle 20.45 nell'auditorium di Tolmezzo nell'ambito di Carniarmonie. Sono intanto in corso colloqui con il sindaco di Grado e l'idea è quella di coinvolgere anche Muggia. Una solida conferma è la direzione artistica di Eddi De Nadai, maestro direttore e concertatore, che cominciò la sua collaborazione con l'Opera lirica in piazza di San Vito proprio nel 2006, con un Nabucco in versione concerto. «Siamo felici di questo salto di qualità precisa il maestro e lavoreremo sempre più nella direzione della produzione in loco per diventare punto di riferimento per l'opera estiva in regione».
CAST VOCALE
Nadai ha riunito un cast di livello che annovera anche diversi artisti locali, con una carriera di prestigio. Nabucco è interpretato da Robert Kolar, baritono croato che con la moglie Kristina Kolar (Abigaille) ha un'attività internazionale; Giuseppe Raimondo, giovane tenore torinese, apprezzato per la rarità della sua voce è Ismaele; Abramo Rosalen, basso originario di Prata di Pordenone che canta nei teatri più importanti (La Scala di Milano, Petruzzelli di Bari, San Carlo di Napoli, Shanghai Opera House) e che a ottobre sarà impegnato in Turandot al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e nel Rigoletto della Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - è Zaccaria. Barbara Vivian, mezzosoprano di Cordenons impegnata con il Regio di Torino, è Fenena. Il baritono Riccardo Ambrosi è il Gran Sacerdote di Belo. E giovani talenti con natali friulani sono Massimo Marin (di Aviano) nel ruolo di Abdallo e Selena Colombera (di Sacile) nel ruolo di Anna. Una nota di merito va alla giovanissima regista Sofia Lavinia Amisich, padovana, ma con nonni istriani e croati. «Non nascondo che spesso devo lottare contro pregiudizi dovuti all'età (26 anni, ndr) e al genere commenta- Ma mi presento preparatissima, un risultato di qualità mette a tacere tutti i malumori». Figlia di un eminente chitarrista e musicologo, la regista si è diplomata in canto lirico studiando anche violoncello e danza (classica e moderna con excursus in tecniche traversali come le fasce aeree). La sua visione registica è di stampo coreografico: cerca una continuità del messaggio musicale anche nel movimento scenico. Che linea ha seguito per questo Nabucco? «Molto filologica, rispettando tutte le indicazioni del libretto. Per l'occasione ho disegnato anche le luci, e questo rafforza la coerenza di tutta la messa in scena». La scelta del Nabucco, che presenta pagine di rilievo per orchestra a fiati - offre infine un'occasione importante per la Filarmonica città di Pordenone, diretta da Simone Comisso - che collaborò già per l'Aida e la Boheme - di partecipare alla messa in scena. Completano il cast il Coro lirico del Triveneto e l'Orchestra città di Ferrara.
Clelia Delponte
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