La morte in piscina di Christian: indagati gestore, bagnini e genitori

Mercoledì 11 Agosto 2021
La morte in piscina di Christian: indagati gestore, bagnini e genitori

IL CASO
SAN PIETRO IN GU (PADOVA) Cinque avvisi di garanzia per omicidio colposo sono stati notificati ieri per la morte del piccolo Christian Menin, che lunedì ha perso la vita dopo un tragico incidente nelle piscine comunali di San Pietro in Gu. Indagati dalla Procura di Padova il gestore della struttura, Michela Campana, due assistenti ai bagnanti, tra cui la 22enne che per prima si è accorta del corpicino del bimbo riverso in piscina, e anche i genitori del piccolo, Emanuele Menin e Lisa Toniato. Mamma e papà, di 26 e 30 anni, residenti a Limena, sono sconvolti. «Vogliamo soltanto stare da soli con il nostro dolore hanno spiegato . Possiamo solo stare in silenzio e non puntare il dito».
Intanto proseguono le indagini per fare chiarezza sulle circostanze del decesso, tanto che la Procura ha disposto per domani l'autopsia per capire se il bambino di 6 anni e mezzo sia morto per annegamento, per un malore o per altre cause.
L'INCHIESTA
La procura ha aperto un fascicolo sulla morte del piccolo che è stato trovato lunedì poco prima delle 13 mentre galleggiava privo di sensi a pancia in giù nella piscina centrale da 123 centimetri dell'impianto natatorio comunale di San Pietro in Gu, gestito dalla società Conca Verde Piscine. Vani tutti i tentativi di rianimazione: è deceduto, una volta arrivato con l'elisoccorso in ospedale a Padova. Titolare del fascicolo è il pubblico ministero della Procura di Padova, Roberto D'Angelo, che ha disposto per domani l'autopsia, affidata ad Andrea Porzionato docente di Anatomia patologica del Bo.
L'esame è fondamentale per capire per quale motivo il bambino sia finito in acqua e stabilire le cause della morte. Al momento sono due le due ipotesi principali: malore o tragico incidente. Ma dalla Procura, al momento, nessuna viene esclusa. E per questo, a tutela degli stessi soggetti che in via astratta potrebbero aver una qualche responsabilità nella tragedia, i gestori, i bagnini e i genitori sono stati iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto. L'avviso di garanzia, infatti, consente di svolgere tutti gli accertamenti disposti dalla Procura, garantendo al massimo il diritto alla difesa delle parti coinvolte.
GLI SVILUPPI
Dopo la comunicazione del decesso, i carabinieri della compagnia di Cittadella e del Nucleo Investigativo hanno posto sotto sequestro la vasca ed eseguito i rilievi. Ieri la vasca centrale era ancora interdetta, ma l'impianto era aperto e molto affollato. Tanti però, tra i clienti, erano scossi per l'accaduto, pur non avendo rinunciato a passare in piscina la giornata di sole.
Amici e parenti intanto fanno scudo attorno ai due giovani genitori, che hanno anche una neonata di 7 mesi: «Chiediamo a tutti di rispettare questo momento di dolore» ha spiegato la nonna del bimbo. «Non possiamo immaginare che Chris non ci sia più, cominciare la nuova stagione spiegando questa assenza ai suoi compagni sarà straziante» ha commentato la sua allenatrice di calcio, Silvia Gudolin.
Tante le domande senza risposta. Perché il bambino era in quella vasca? Com'è finito in acqua? Come mai nessuno l'ha visto annaspare? Gli inquirenti stanno anche cercando di capire se l'impianto di videosorveglianza della piscina abbia immortalato quei tragici momenti.
Marina Lucchin
Serena De Salvador
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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