Certificati Covid, braccio di ferro con i medici

Martedì 15 Giugno 2021 di Camilla De Mori
Certificati Covid, braccio di ferro con i medici


UDINE - Nuova bufera sui certificati covid. E nuovo braccio di ferro con i medici di famiglia. Nell'occhio del ciclone sempre i documenti che attestano l'avvenuta vaccinazione anticovid e quelli che certificano la guarigione. In entrambi i casi i dottori di base, che si dicono subissati di richieste, protestano che non spetta a loro fornirli ai pazienti, ma alle strutture pubbliche. Asufc, con il suo direttore Denis Caporale, però assicura che l'Azienda sta provvedendo a risolvere.


DIFFIDA

Lo Snami, con il suo presidente regionale Stefano Vignando, «constatato che non solo non ci sono stati riscontri» alle segnalazioni del 3 giugno, ma «nemmeno un fattivo intervento», torna alla carica con una diffida, annunciando che «in assenza di riscontri entro 10 giorni adiremo alle vie legali in quanto tali ulteriori compiti impropri mai sono stati oggetto di confronto e condivisione con le organizzazioni sindacali». Non solo. La vicenda rischia di avere un riverbero sulla Guardia medica turistica di Lignano. A pochi giorni dall'intesa «fra gentiluomini» fra AsuFc e i sindacati sull'avvio della Gmt, con l'applicazione dell'articolo 15 dell'Air Sca del 2019 (che prevede condizioni migliorative dal punto di vista economico) per i camici bianchi disponibili, Vignando ha scritto ad AsuFc e anche all'assessore Riccardo Riccardi per spiegare che «la nostra partecipazione alla riunione sindacale del 10 giugno che ha sbloccato l'impasse riferito all'istituzione della Gmt è stato solo un incidente di percorso» e che «senza l'immediata soluzione» delle criticità rilevate «non parteciperemo più ad alcun incontro non essendo più disposti a sottoscrivere né l'accordo per la Gmt né alcun altro accordo».


AZIENDA

«I certificati vaccinali - spiega il direttore di AsuFc Denis Caporale - vengono rilasciati direttamente in sede vaccinale. Il problema si pone per i certificati relativi alle sedute vaccinali anteriori al 12 maggio». In precedenza, infatti, «per le vaccinazioni mancava l'indicazione del lotto». Ma in quel caso «il cittadino può richiedere il certificato. La strada preferenziale sarebbe il portale Sesamo. Ma se non è iscritto, il cittadino può recarsi al dipartimento di Prevenzione e richiederlo, oppure può farne richiesta al centro vaccinale». Quanto ai dottori di famiglia, «il medico di medicina generale può, ma sottolineo può, rilasciare il certificato vaccinale ma non è tenuto a farlo». Quanto alla Gmt «è già stata avviata. Siamo venuti incontro alle richieste dei sindacati e cercheremo di risolvere i problemi una volta per tutte».


GUARIGIONE

L'altro nodo è legato ai cosiddetti certificati di guarigione. Nel portale di continuità della cura dei medici di base, infatti, «nella pagina iniziale dicono che si può scaricare il certificato dal 10 giugno, ma nella scheda del paziente - dice Fabrizio Gangi, membro di diritto dell'Udmg di Udine- non c'è. C'è solo quello di vaccinazione». Il problema è che «riceviamo tante richieste al giorno per i certificati di guarigione. Sono d'accordo con lo Snami sul fatto che non possiamo diventare delle tipografie. Se i certificati fossero scaricabili da Sesamo invece che dal nostro portale, sarebbe tutto risolto, tranne per i pazienti senza internet». Il problema dei certificati è stato portato in commissione regionale ieri da Simona Liguori (Cittadini), che ha invitato la Regione a «snellire le procedure per le prenotazioni per superare gli intoppi burocratici» per i vaccini agli assistiti fragili dei medici di base.


BASSA

Continua intanto il subbuglio nella Bassa per la mancanza di siero Moderna per le prime dosi. Dopo la sospensione delle iniezioni della scorsa settimana, anche ieri il mini-hub vaccinale all'ex centro ippico di Latisana non ha potuto fare i primi round vaccinali con Moderna, come spiega Khalid Kussini (Fimmg): «E anche domani fino a data da destinarsi per le prime dosi. I vaccini ci sono solo nei maxi centri vaccinali e per le passerelle politiche. Faremo Pfizer solo per recuperare le giornate perse di venerdì e sabato» sbotta Kussini. Caporale, però, assicura che il problema è che «non abbiamo siero Moderna» e che «le vaccinazioni nei maxi centri sono agende già prenotate per gli operatori turistici». «Anche le postazioni dei mini-hub sono in agenda però hanno chiuso solo le nostre dei medici di medicina generale. Perché?», lamenta Kussini.

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