Via libera ai vaccini in vacanza, il Veneto studia la corsia veloce

Giovedì 10 Giugno 2021 di Angela Pederiva
Via libera ai vaccini in vacanza, il Veneto studia la corsia veloce
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 Aveva detto Luca Zaia: «Noi viviamo di pane e turismo, offrire il richiamo ai nostri ospiti sarà un gesto di cortesia, come il cesto di frutta nella camera d'albergo». Aveva replicato Vincenzo De Luca: «Allora noi regaleremo a tutti la merendina, con cappuccino e brioche al mattino, visto che il nostro caffè è il migliore al mondo...». Pareva una battuta e invece no, la seconda iniezione ai turisti in Veneto (e ai veneti in vacanza nel resto d'Italia) sarà una realtà, come ha annunciato ieri il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, parlando a Radio 24: «Per la struttura va bene, ci organizzeremo e faremo gli opportuni bilanciamenti logistici delle dosi».

LA LETTERA
La richiesta era stata espressa da diversi governatori, per esempio con un accordo di reciprocità fra il Piemonte di Alberto Cirio e la Liguria di Giovanni Toti. L'istanza era poi stata formalizzata dal loro portavoce Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, direttamente a Figliuolo. «La Conferenza delle Regioni mi ha chiesto la possibilità di essere ancor più flessibile ha spiegato lo stesso generale e dare la facoltà di fare anche in casi particolari la seconda dose in vacanza. Ho appena firmato la risposta». Eccola: nella nota il commissario premette che «relativamente alla somministrazione di vaccino anti Covid-19 a persone temporaneamente presenti in Regioni diverse da quelle di residenza», sono già state fornite indicazioni «affinché i sistemi di prenotazione consentano di agire in tal senso e sia garantita massima flessibilità alle attività vaccinali». 
Ma al di là dei casi sporadici, la disponibilità sarà garantita in maniera strutturale ai vacanzieri: «Laddove per eccezionali motivi dovesse rendersi necessaria la somministrazione della seconda dose a lavoratori e turisti che soggiornano al di fuori della Regione di residenza per un periodo di permanenza congruo, questa struttura, qualora informata con adeguato preavviso, è disponibile al riequilibrio delle dosi da distribuire». I diversi territori sapranno comunicare tra loro? «Per quanto attiene alla registrazione sui sistemi informatizzati scrive Figliuolo le attuali procedure, qualora correttamente implementate da ciascuna Regione, già consentono la regolare tenuta dei flussi informativi». Traduzione radiofonica: «Le procedure sono già state limate, ora le Regioni le dovranno mettere in pratica».

I DATI
Ecco, appunto. L'ultima indagine condotta dall'Istituto superiore di sanità aveva rilevato: «Le informazioni disponibili dimostrano che sono stati fatti grandi passi avanti, ma siamo ancora lontani da una situazione ottimale». Dopo un anno di emergenza sanitaria, per dire, all'inizio del 2021 le cronache della Calabria davano conto del fatto che lì si procede registrando manualmente i dati su fogli di carta, per poi assemblarli in un formato elettronico e mandarli via email al ministero della Salute, senza utilizzare il software ricevuto nel 2016 dalla Puglia. Di fronte a situazioni come questa, il Veneto rivendica con orgoglio di essere stato «la prima Regione a dotarsi dell'anagrafe vaccinale informatizzata» e di essere dunque «pronto a partire con questa operazione». 

LA SEMPLIFICAZIONE
Ma la necessità dello scambio fra le Regioni, oltre che del dialogo con gli Stati esteri visto l'alto tasso di turisti stranieri, indurrà Palazzo Balbi a una semplificazione delle procedure. «Questa è una battaglia combattuta dal Veneto fin dal primo giorno premette Zaia per un fatto di senibilità e attenzione, una di quelle piccole cose che qualificano ulteriormente un servizio di alto livello. Bene che ci sia stata una decisione a livello nazionale, ora l'importante è che vengano garantite le forniture. Sul piano organizzativo, pensiamo di aprire una corsia preferenziale per il turismo e cioè di consentire ai visitatori di prenotare l'appuntamento forzando il sistema, senza lunghe attese. La permanenza media in Veneto è di tre notti e mezza, alla fine saranno numeri contenuti». Lo stesso Figliuolo, del resto, ha detto: «È più uno spot che una necessità». Non a caso Fedriga in Friuli Venezia Giulia sta valutando di agire il più possibile sulla data del richiamo, per consentire ai propri concittadini di immunizzarsi prima della partenza o dopo il rientro. 
 

Ultimo aggiornamento: 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA