Vajont, 56 anni fa la frana, l'onda e duemila morti

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​Vajont, 56 anni fa la frana, l'onda e duemila morti
ERTO - Alle 22.39 del 9 ottobre del 1963 una gigantesca frana di più di due chilometri si staccò dal monte Tóc, nel comune di Erto e Casso; facendo crollare nel lago artificiale del Vajont una massa di circa 300 milioni di metri cubi di roccia e terra, sollevando una ondata di 48 milioni di metri cubi d'acqua. L'onda si ramificò in tre flussi: uno lambì e risparmiò Casso, uno colpì alcune località di Erto sulla sponda del lago Pinéda, Prada, Marzana, Lirón, San Martino, Le Spesse, Fraséign, Il Cristo spazzandole via. Il terzo piombò su Longarone, distruggendola. Nessuno e niente fu risparmiato: la forza dell'acqua si portò dietro intere famiglie, uomini, donne, bambini, case, terreni, boschi, animali. Bastarono quattro lunghi e spaventosi minuti per uccidere quasi 2000 persone in quello che, come dimostrarono storia e giustizia, fu un disastro annunciato. 

«Ricordare non basta, bisogna prendere coscienza dell'immane tragedia che il disastro del Vajont ha rappresentato per un territorio e per la sua gente». A sottolinearlo in una nta sono Giulia Manzan, coordinatrice regionale di Autonomia Responsabile, e Alberto Santarossa, capogruppo di Ar in consiglio comunale a Pordenone: «Bene che la Regione abbia istituito con una legge la Giornata in ricordo della tragedia del Vajont, ma bisogna fare un ulteriore passo in avanti, riempire di contenuti questa ricorrenza, che andrebbe estesa a livello nazionale. In tutte le scuole d'Italia si dovrebbe parlare di ciò che è accaduto alla diga del Vajont, quando l'imperizia dello Stato causò migliaia di vittime». Per i due esponenti di Ar, fatta la legge, ora è indispensabile darle concretezza, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni: «Bisogna far conoscere ai giovani quanto accaduto la sera del 9 ottobre affermano Manzan e Santarossa per questo mi piacerebbe che ogni scuola media e superiore del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, nel mese di ottobre, visitasse la diga. Tramandare quanto accaduto non solo è un atto doveroso, ma rappresenta un modo per rendere omaggio alle vittime».
E a Spilimbergo, in occasione della commemorazione del 56° anniversario dell'immane tragedia del Vajont, questa sera alle 20.45, il Cinema Teatro Miottos su iniziativa dell'amministrazione comunale, ospiterà la proiezione di due film documentari: Vajont '63, il coraggio di sopravvivere con la regia di Andrea Prandstraller e Vajont, una tragedia italiana con la regia di Nicola Pittarello. Il primo per proporre le toccanti e significative testimonianze di protagonisti di quel drammatico evento con un'intensa testimonianza di Giampaolo Pansa, allora inviato della Stampa; il secondo per riportare le indagini processuali, le deposizioni degli indagati, documenti inediti e nuove testimonianze, tra cui quella del giudice istruttore del processo Vajont, Fabbri.
L.P.
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Mercoledì 9 Ottobre 2019, 12:49






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3 di 3 commenti presenti
2019-10-09 16:43:05
lo stato pagò e anzi qualcuno dei colpiti si lamentava che ci si fossero inseriti anche personaggi che danni non ne subirono
2019-10-09 16:41:50
quando l'imperizia dello Stato causò migliaia di vittime???imperizia dello stato o lucro dei privati, che magari pagarono tangenti e relazioni farlocche? tacere no eh? è una vergognosa speculazione u una tragedia annunciata e voluta dai privati!
2019-10-09 13:24:26
Ancora ci sono eredi di questa catastrofe,da chiedersi quali sono stati gli aiuti avuti dai governi che si sono susseguiti?=0 e le condanne ai colpevoli irrisorie, dal momento che tutti sapevano non é stato fatto nulla tutto per interesse del dio denaro