Effetto Covid: rischio di chiusura per 40 agenzie di viaggio

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Silvia Moranduzzo
Effetto Covid: rischio di chiusura per 40 agenzie di viaggio

 Sono una quarantina le agenzie di viaggio tra Padova e provincia che pensano di chiudere l’attività, su un totale di 250. Il calo delle prenotazioni tocca il meno 98 per cento, secondo i dati del centro studi di Confesercenti. E chi resiste si butta sulle offerte, su pacchetti per viaggi di prossimità all’interno della regione anche se internet ormai ha preso piede anche in questo settore e sono tanti coloro che prenotano da sé, senza l’aiuto di un’agenzia specializzata.
«Se guardiamo a tutte le imprese che compongono il settore turistico, alberghi, b&b, bar, ristoranti e via dicendo, le agenzie sono sicuramente quelle che hanno sofferto di più – spiega Maurizio Francescon, direttore di Confesercenti – Non hanno lavorato né le agenzie che si occupano di far arrivare gruppi dall’estero, né quelle che offrono viaggi fuori dall’Italia. Resta solo il turismo di prossimità ma è un volume d’affari davvero molto limitato. Come ristori è arrivata una tranche dalla Regione e una dal governo ma sono nulla rispetto a quanto ci hanno rimesso. Non solo, quando si potrà tornare a viaggiare non è che i problemi saranno risolti perché si dovrà riconquistare la fiducia delle persone nello spostarsi. Sarà più lunga di quello che si può pensare».
E anche se si dovesse ripartire con l’attività di prenotazione non è detto che si cominci subito a guadagnare. Questo perché chi potrà utilizzerà i voucher ricevuti per i mancati viaggi del 2020. «Il meccanismo può sembrare un po’ complicato – spiega Lucia Camporese della A1 Class events and travel di Camposampiero – Il voucher è una prenotazione fatta nel 2019 che è stata congelata perché nel 2020 non si è potuti partire. Consideriamo che normalmente da noi si prenota con diversi mesi di anticipo. Quindi il primo step è la prenotazione iniziale, fatta prima del Covid. A seguire, si è lavorato per creare quel voucher e non si viene pagati per questo. Quando poi la persona deciderà di utilizzare il voucher sarà effettuata una nuova prenotazione, anche questa senza introiti per l’agenzia. Si lavora tre volte la stessa pratica, quindi in perdita». Eppure la voglia di viaggiare non manca, sono diversi i padovani che telefonano alla propria agenzia viaggi di fiducia per chiedere cosa si può fare, dove si può andare. «Viaggiare manca molto – riferisce Lorella Bedolo, della Cobianchi Viaggi di corso Garibaldi – I clienti mi chiamano chiedendo quali sono le destinazioni possibili in questo momento, chi è abituato a muoversi è pronto. Purtroppo con il turismo di prossimità noi non lavoriamo, le persone fanno da sole attraverso internet. Solitamente si va in agenzia quando si vuole andare all’estero ed essere sicuri di fare un bel viaggio. L’estate 2020 siamo riusciti a prenotare qualcosa in Europa, tra cui l’Islanda: non serve il passaporto e appena si arrivava si era sottoposti a tampone, quindi questo era una sicurezza in più».
C’è anche chi è attratto dalle offerte: «Non parliamo di last minute, ovviamente - sottolinea Camporese - Il last minute è una prenotazione che all’ultimo salta e viene resa disponibile. Sono offerte come il due per uno, sconti di diverso genere, la possibilità di annullare fino all’ultimo momento prima della partenza. Questo può attrarre i clienti. Ma io nelle ultime settimane non ho comunque venduto nulla». C’è chi ha dovuto mettere i propri dipendenti in cassa integrazione, come ha fatto Camporese, oppure ha dovuto rinunciare, come nel caso di Bedolo, ad una stagista.
La perdita di fatturato per le agenzie padovane supera il 90 per cento e non tutti hanno ancora ricevuto i ristori promessi. Nel prossimo futuro sembra ci siano pochi spiragli per tornare a viaggiare e si parla di una sorta di passaporto vaccinale. «Potrebbe essere un’ottima idea, non solo per il turismo, ma per tutto il comparto economico – dice Francescon – È normale che se mi trovo a fianco una persona vaccinata mi sento più tranquillo, con questo non voglio commentare la scelta di chi non si vaccina. Il siero è l’unico modo per venire fuori da questa situazione ed è la risposta alle difficoltà di tutto il mondo economico, così come della scuola».
 

Ultimo aggiornamento: 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA