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Draghi, Macron e Scholz in cuccetta sul treno notturno per Kiev: vertice in movimento sui binari a scartamento maggiorato

Giovedì 16 Giugno 2022 di Paolo Ricci Bitti
Draghi, Macron e Scholz in cuccetta sul treno notturno per Kiev: vertice in movimento sui binari a scartamento maggiorato

Un treno a cuccette ucraino degli anni Ottanta riallestito all'inizio del millennio e dotato di una carrozza che oggi sarebbe etichettata "business" con grande schermo, boiserie di una certa pretesa e leziosi drappeggi per ospitare un improvvisato vertice Italia-Germania-Francie fra il primo ministro Mario Draghi, il cancellerie Olaf Scholz e il presidente Emmanuel Macron. Partenza poco dopo mezzanotte da Medyka (in Polonia al confine con l'Ucraina) e arrivato quasi 9 ore dopo a Kiev dopo un percorso di 650 chilometri senza fermate intermedie. Un comune treno wagon-lit come quelli - sempre meno - che resistono nell'epoca dell'alta velocità e dei voli low cost che è stato ritenuto il mezzo più sicuro per far  raggiungere la capitale ucraina a tre passeggero così importanti. Un ritorno al passato per questi incontri sui binari fra capi di stato che fino alla seconda guerra mondiale non era raro registrare, data la predominanza dei treno fra i mezzi per le lunghe percorrenze. E sarà per quell'interno treno d'antan ma quella foto dei tre leader europei, che cristalizzano con questo viaggio il loro sostegno - il sostegno di una fetta importante d'Europa -  diventa a suo modo storica anche per l'atteggiamento poco ingessato di primi ministri, cancellieri e presidenti che chiacchierano su un treno a cuccette che non ha niente di lussuoso

 

Perché schierare un treno ucraino e non un moderno convoglio partito magari da Berlino o da Parigi mentre i leader dei tre paesi raggiungevano il confine con gli aerei presidenziali? Perché in Ucraina resiste lo scartamento russo maggiorato rispetto a quello di quasi tutto il resto dell'Europa: 1.520 millimetri la distanza fra i binari mentre il "nostro" standard è 1.435 millimetri. Questione che obbliga a scaricare le merci alle frontiere oppure a piazzare i vagoni su carrelli. Una bella complicazione motivata dal fatto che già la Russia degli zar, per non dire poi dell'Unione sovietica, voleva in questo modo ostacolare i movimenti di eventuali invasori. 

Fatto sta che un frenetico giro di telefonate fra le cancellerie e Kiev ha materializzato quel treno provvisto anche di "personale viaggiante" in divisa blu (gonna) e bianca (camicia) con tanto di bandierine italiane, tedesche e francesi. Data che si era davvero "fatta una certa", non era più il caso di allestire una cena  o un "cestino" per il lungo viaggio, così gli ospiti di alto rango hanno depositato il trolley nelle rispettive cabine di prima classe (letto doppio, bagno privato) per poi ritrovarsi nella carrozza business davanti a bicchieri di acqua minerale. Un vertice informale in un orario altrettanto informali: oltre due ore di confronti davanti a esili dossier (cartelline) per stabilire una linea comune da tenere con Zelensky che li attendeva a Kiev insieme all'impellente richiesta di inviare altre armi.   

Poi i tre leader si sono ritirati nelle cuccette mentre il treno continua a fendere la notte attraversando a quell'ora invisibili città colpite dai bombardamenti russi.  Invisibile anche la scorta effettuata con discrezione da un altro treno apripista mentre i velivoli  "awacs" e i satelliti della Nato sorvegliavano i cieli dell'Ucraina senza violarne lo spazio aereo nazionale.  Sul treno hanno viaggiato anche i giornalisti le cui carrozze sono state attraversate da Draghi, Macron e Scholz

Ultimo aggiornamento: 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA