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I russi distruggono le macchine agricole e in Ucraina torna la paura dell'Holodomor, la grande carestia punitiva

Giovedì 24 Marzo 2022 di Franca Giansoldati
I russi distruggono le macchine agricole e in Ucraina torna la paura dell'Holodomor, la grande carestia punitiva

La paura dell'Holodomor, la grande carestia, si sta allungando come un fantasma sull'Ucraina. L'ultima segnalazione che ha fatto evocare questo rischio è arrivata da Kira Rudik, una deputata della opposizione, che su Twitter ha postato un video in cui spiega che su una ampia estensione di terreni coltivabili sono stati collocati mine e cingolati, invece, sementi come dovrebbe essere di questo periodo di semina. Pochi giorni fa una nota del governo di Kyev annotava che da giorni i soldati russi, man mano che avanzavano, nelle zone in cui si coltivava grano e cereali, distruggevano deliberatamente le macchine agricole, le attrezzature nelle fattorie e altri macchinari che normalmente servono per la semina di grano, cereali e girasole di cui il paese è il terzo produttore al mondo.

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Finora la distruzione di macchine agricole avrebbe interessato solo le regioni di Kiev, Zaporizhia e Chernihiv, Kherson e Kharkiv con lo scopo evidente di mettere in ginocchio un settore produttivo di primaria importanza. Tuttavia la distruzione di trattori, trebbiatrici, e altri strumenti agricoli finisce per avere immediate ripercussioni sulla produzione agricola poiché proprio in questo periodo dell'anno si fa la semina dei cereali per il prossimo raccolto (che quest'anno non ci sara). Il rischio paventato è una autentica crisi umanitaria in alcune regioni e agli ucraini fa subito venire in mente uno dei capitoli più terrificanti dell'epoca staliniana.

L'Holodomor, la carestia provocata dal regime sovietico a scopi punitivi fu causa di 6 milioni di vittime che vengono ricordate ogni anno dalla nazione. Una tragedia – definita genocidio dalle autorità ucraine - che è affiorata solo negli ultimi decenni grazie a ricerche storiche e di archivio e al lavoro giornalistico.



Finora Mosca ha impedito alle Nazioni Unite di riconoscere ufficialmente questa pagina di storia, causata dalla collettivizzazione forzata delle campagne ucraine, avvenuta tra il 1932 e il 1933 su ordine di Stalin. Alcuni storici illustri, come Robert Conquest, ritengono l'Holodomor il più imponente sterminio della storia europea del XX secolo dopo l’Olocausto. In Harvest of Sorrow, uscito nel 1986, Conquest ha documentato il disegno criminale di Stalin e da allora il dibattito continua a svilupparsi non tanto sulle cause della carestia, ma se si possa o meno definire «un atto di genocidio», con le implicazioni politiche che ne deriverebbero.

Il primo storico e giurista a definire l'Holodomor un genocidio fu Raphael Lemkin, lo studioso polacco di origine ebraica che, a proposito della Shoah e del genocidio armeno, coniò il termine genocidio fino a farlo inserire nel diritto internazionale. In Ucraina la collettivizzazione delle terre voluta da Stalin fu portata avanti per "dekulakizzare" il territorio dai piccoli proprietari terrieri, i kulaki, tanto che i leader sovietici parlavano apertamente di come «spezzare la schiena alla classe contadina». Durante la guerra civile che seguì la rivoluzione bolscevica, la classe contadina ucraina, essenzialmente conservatrice e anti comunista, non volle mai sottomettersi al nuovo potere e resistette strenuamente alle armate russe. Prima si opposero alla collettivizzazione, rifiutandosi di cedere il grano, nascondendo le derrate alimentari e uccidendo il bestiame, poi il politburo sovietico decise di requisire tutto quello che possedevano i kukaki, compresi gli animali. Al tempo stesso fu creato un cordone attorno al territorio ucraino per impedire che i contadini potessero fuggire.

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Il risultato fu un’immane catastrofe: almeno cinque milioni di persone morirono di fame in tutta l’Urss non a causa del fallimento delle coltivazioni, ma perché gli ucraini furono deliberatamente privati dei mezzi di sostentamento. Stalin rifiutò qualsiasi forma di aiuto dall’esterno, e accusò i contadini che stavano morendo di fame di essere loro stessi colpevoli di quanto stava accadendo.  Gli storici fanno anche riferimento a casi di cannibalismo. Vi fu anche la totale estinzione di cani e gatti, la scomparsa di interi villaggi. L’Unione Sovietica non riconobbe mai l'Holodomor e arrivò a manipolare le statistiche demografiche, secondo le quali nel 1937 circa otto milioni di persone risultavano svanite dal Paese ma senza spiegazioni. In quel periodo il giornalista inglese Gareth Jones raccontò i fatti aiutando il mondo a prendere visione di quello che era accaduto tra il 1932 e il 1933. 

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