Polonia, 45 diplomatici russi cacciati: «Sono spie». E Mosca minaccia: daremo risposta appropriata

L'ambasciatore russo a Varsavia, Sergey Andreyev, ha replicato a stretto giro sostenendo che «non ci sono motivi per questo tipo di accuse»

Mercoledì 23 Marzo 2022
Polonia, 45 diplomatici russi cacciati: «Sono spie». E Mosca minaccia: daremo risposta appropriata

La Polonia caccia 45 diplomatici russi da Varsavia, accusandoli di essere delle «spie». In Europa la vigilia dell'arrivo del presidente americano Joe Biden è tutt'altro che serena. Perché sostenendo che possano essere spie «pericolose per la sicurezza interna ed esterna della Polonia», il governo li ha allontanati. E Mosca prontamente minaccia, promettendo una risposta «appropriata».

«In modo assolutamente coerente e determinato, stiamo smantellando la rete dei servizi speciali russi nel nostro Paese», ha annunciato il ministro dell'Interno polacco Mariusz Kaminski. E in questo quadro, nell'arco di cinque giorni «45 spie russe che si fingono diplomatici» dovranno lascare la Polonia. L'ambasciatore russo a Varsavia, Sergey Andreyev, ha replicato a stretto giro sostenendo che «non ci sono motivi per questo tipo di accuse» e che la Russia si riserva il diritto di adottare misure di ritorsione. Le relazioni diplomatiche bilaterali, tuttavia, continuano: «Le ambasciate restano, gli ambasciatori rimangono», ha detto Andreyev. Il portavoce del ministero degli Esteri polacco Lukasz Jasina ha affermato che ai russi sono stati concessi cinque giorni per lasciare il Paese, ad eccezione di un individuo particolarmente pericoloso che deve partire entro 48 ore.

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L'arresto del polacco sospetta spia

Già ieri, il servizio di controspionaggio polacco ABW aveva reso noto di aver «arrestato un cittadino polacco sospettato di spionaggio per i servizi segreti russi». Si tratta di una persona che «ha lavorato negli archivi dell'ufficio del registro di Varsavia», e la sua «attività ha rappresentato una minaccia per la sicurezza della Polonia». Di certo, la sicurezza della Polonia sarà al centro dei colloqui che Biden avrà venerdì a Varsavia con il presidente polacco Andrzej Duda.

Così come la crisi umanitaria innescata dall'afflusso nel Paese di oltre due milioni di profughi ucraini e la proposta polacca della di escludere la Russia dal G20 e dal Wto, nonché l'idea di una missione di mantenimento della pace in Ucraina che Varsavia ha detto di voler presentare al vertice della Nato e al Consiglio europeo. «La Russia è il nostro vicino e non scomparirà dalla mappa dell'Europa ma l'aggressione contro l'Ucraina - ha detto Jasina - dimostra che è uno Stato ostile, e persino ostile alla Polonia». Anche la stessa Ucraina è stata peraltro in queste ore al centro di una crisi diplomatica con la Bielorussia. Minsk, ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri di Kiev, «ha ordinato a 12 diplomatici ucraini di lasciare il Paese entro 72 ore. L'Ucraina - ha aggiunto - non lascerà senza risposta questo passo ostile».

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