Caos Brexit, per il 1° novembre il governo ordina sacchi per cadaveri: «Aumenteranno i morti»

Caos Brexit, per il 1° novembre il governo ordina sacchi per cadaveri: «Aumenteranno i morti»

di Cristina Marconi

LONDRA Lo scenario è talmente desolante che neppure dopo un accurato make up il governo britannico ha avuto cuore di pubblicare il rapporto, battezzato Zigolo giallo, su quello che succederebbe al paese in caso di mancato accordo con Bruxelles sulla Brexit. Michael Gove, superministro incaricato dei preparativi per il più drastico dei divorzi, ha deciso che si trattava di un testo troppo «pessimistico» e ha continuato a scrutare l'orizzonte alla ricerca di qualche elemento non troppo catastrofico di quello che a questo punto ha tutte le probabilità di essere il futuro prossimo del Regno Unito.

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Futuro in cui nulla è pronto, nulla è definito. Il quadro sul fronte del settled status, ossia la registrazione che permette ai cittadini europei di restare nel Regno Unito, non è rassicurante: sui circa 700mila italiani che si stima vivano nel paese, di cui 400mila iscritti all'Aire, Associazione degli italiani residenti all'estero, solo 120mila hanno fatto la procedura su Android (sul più diffuso iPhone misteriosamente non è ancora disponibile). Appena migliore la situazione su scala europea: solo un milione su 3,2 milioni di cittadini del Vecchio Continente nel Regno Unito si è messo in regola. E questo potrebbe dare dei problemi in un momento in cui non si sa cosa succederà all'indomani di un possibile, ormai tristemente probabile no deal.
 


Priti Patel, ministro dell'Interno molto molto euroscettica, aveva annunciato di voler interrompere la libera circolazione dei cittadini già all'indomani del 31 ottobre, ma il governo ha dovuto fare marcia indietro: se non viene abrogato il fondamento giuridico su cui si basa la libera circolazione, cosa che Theresa May aveva cercato di fare in un disegno di legge sull'immigrazione mai approvato per via del caos Brexit, la strada è aperta a ogni tipo di ricorso e appello.

CARENZA DI FARMACI
Uno scenario, quello dei ricorsi, che rischia di prendere piede in molti settori, anche perché la Patel non aveva specificato in che modo datori di lavoro e guardie di frontiera avrebbero potuto distinguere i cittadini col diritto di restare da tutti gli altri e, in particolare, dalla marea di turisti a cui il Regno Unito non ha nessuna intenzione di rinunciare.

Un problema come un altro in un paese in cui, secondo un medico che ha contribuito alla stesura del rapporto Zigolo giallo, «il governo sta accumulando sacchi per cadaveri in caso di aumento della mortalità» per il no deal, anche per via dei ritardi nella fornitura di medicinali e prodotti farmaceutici come ad esempio l'insulina. Il dottor David Nicholls, esimio neurologo, parlando alla BBC ha detto che «i sostenitori dell'uscita senza accordo devono sapere che livello di danno sono pronti ad accettare». Il governo lo sa, come dimostra una versione precedente del rapporto finita in mano alla stampa: contiene allarmi sulla possibilità che i camion debbano fare file di due giorni e mezzo alla frontiera, lasciando semivuoti gli scaffali di supermercati e farmacie e le pompe di benzina.

Qualcosa sarebbe migliorato sul fronte dei preparativi, ma soprattutto il governo lancerà questa settimana una campagna di comunicazione da cento milioni di sterline per incoraggiare i cittadini e le piccole e medie imprese, totalmente impreparate secondo i boss della City, che invece hanno fatto i passi necessari per salvaguardare il più possibile il settore finanziario, a farsi trovare pronte da questo inutile, evitabilissimo appuntamento con la storia.
 
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Mercoledì 4 Settembre 2019, 08:32






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