I truffatori del reddito di cittadinanza: 870mila euro sottratti allo Stato. Una cifra che deve far riflettere

Martedì 4 Maggio 2021
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Caro direttore,
in prima pagina sul Gazzettino di alcuni giorni fa, nel titolo sui 300 truffatori, non voglio chiamarli furbetti, che a Treviso si sono intascati il reddito di cittadinanza senza averne diritto, leggo: Dovranno restituire 870mila euro allo Stato. Ma Lei crede veramente che questi restituiranno un solo euro? E se non ci crede, perché allora fa un titolo così?

Enrico Mazza
Padova


Caro lettore,
sono un inguaribile ottimista, ma non sono uno sprovveduto: so perfettamente che pochi di quei soldi illecitamente intascati rientreranno nelle casse dello Stato. Perché i truffatori che se li sono presi sosterranno che quei denari non li hanno più e quindi non sono in grado di restituirli. O perché qualcuno ingaggerà una battaglia legale per rinviare all'infinito la restituzione alle casse pubbliche il maltolto. Come mai allora abbiamo fatto un titolo come quello che, si chiede lei. Perché la speranza è l'ultima a morire. Ma, soprattutto, perché quella cifra era da sottolineare e mettere bene in evidenza. Perché, anche se verrà solo parzialmente recuperata o non verrà recuperata affatto, dà l'idea di quanto sia sbagliato, non solo negli obiettivi ma anche nella sua strutturazione, il reddito di cittadinanza. Una legge assistenziale che, dati alla mano, non è servita a combattere la vera povertà, ma in compenso ha permesso a tanti finti-poveri di arrotondare illecitamente il loro reddito mensile a spese del contribuente. Proviamo a pensarci: se nella sola provincia di Treviso, un territorio con il reddito pro-capite fra i più alti d'Italia e con un tasso di disoccupazione fra i più bassi, quasi in 300 sono riusciti, mentendo o sfruttando le pieghe e i buchi di una legge, a farsi corrispondere il reddito di cittadinanza e a mettersi in tasca 870mila euro, cosa sarà successo nel resto del Paese? Quanti assegni mensili, quanti milioni di soldi pubblici saranno finiti a gente che non aveva né alcun diritto né alcun bisogno di ottenerli? Ecco perché abbiamo messo quel numero in evidenza nel titolo. Perché i numeri talvolta servono a misurare gli errori.

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