Mario Draghi è la prova che esiste un modo diverso di governare rispetto al passato: teniamocelo stretto

Domenica 10 Ottobre 2021
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Caro Direttore,
penso che uno dei meriti principali di Draghi sia quello di tirare dritto, come si sente spesso dire senza badare più di tanto alla vita interna dei partiti. In sostanza il Governo e con esso il Parlamento vengono messi a conoscenza di quanto si deve fare in un momento di emergenza. Draghi ascolta, medita e decide. I tempi sono stretti, anzi strettissimi non solo per il Covid, ma anche per il Recovery Plan che impone una serie di riforme per meritare le risorse richieste. Il comportamento di Draghi, approvato dalla stragrande maggioranza della gente, viene avvertito da alcuni commentatori politici, particolarmente dai partiti, come pericoloso, una specie di dittatura strisciante, pertanto da interrompere al più presto. A tal proposito si insiste sul governo di emergenza (tecnicamente corretto) e della necessità di tornare alla situazione precedente auspicata con chissà quali criteri. C'é da chiedersi che cosa voglia significare un governo democratico. Un metodo per raggiungere risultati voluti e condivisi, oppure rappresenta l'obiettivo finale di contrapposizioni fini a se stesse, di una discussione infinita ed inconcludente? L'argomento non è di poco conto non solo per l'Italia, ma anche in relazione al teatro internazionale ed alle sorti della democrazia. Può Draghi essere un suggerimento per il futuro?

Luigi Floriani
Conegliano


Caro lettore,
parla di dittatura strisciante chi ha visto svanire il suo potere di interdizione e ha dovuto rinunciare alle rendite di posizione di governo e sottogoverno. Mario Draghi ha la larga maggioranza del Parlamento e il suo governo è in realtà assai più democratico di quello che lo ha preceduto, il secondo esecutivo Conte, che si reggeva soprattutto sui numeri di un gruppo parlamentare, quello di M5S, ampiamente sovrarappresentato rispetto al suo reale peso nel Paese, come hanno confermato anche le recenti elezioni amministrative. Certamente lo stile di governo di Draghi è diverso da quello dei suoi predecessori. Ma lo è in forza dell'autorevolezza, non solo nazionale, del premier e della particolare condizione in cui è arrivato alla guida del Paese: gli è stato chiesto di diventare presidente del Consiglio per superare l'emergenza Covid e per consentire all'Italia di non perdere la straordinaria occasione dei fondi Ue. Draghi ha dovuto esercitare un'azione di supplenza rispetto all'inadeguatezza e alle incapacità della politica tradizionale. Opera o dà l'impressione di operare come un commissario straordinario, decisionista e poco incline alle mediazioni estenuanti, perchè straordinaria è la situazione che è stato chiamato a gestire. Ma non so se questa esperienza sia ripetibile o quanto possa essere di insegnamento per il futuro. Lo è perchè ci fa capire che esiste anche un modo diverso di governare rispetto a quella a cui eravamo abituati. Ma perchè sia ripetibile sarebbe necessario che ci fossero altri Mario Draghi. Ma in giro non mi pare di vederne molti altri. Meglio quindi che ci teniamo quello che c'è il più a lungo possibile.

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