La privacy è una cosa seria e delicata ma non può trasformarsi in censura

PER APPROFONDIRE: censura, lettore al direttore, privacy
Caro Direttore,
noto che anche il Gazzettino fa un uso poco equo (squilibrato e incomprensibile) della legge sulla privacy. A volte, per fatti di cronaca insignificanti, anche per la reputazione delle persone coinvolte, queste vengono citate con le semplici iniziali. Altre volte, invece, per fatti e incriminazioni anche gravi, le persone vengono sputtanate con tutti i dati anagrafici. Non mi sembra che la legge della privacy sia uguale per tutti.

Domenico Ceoldo
Vigonza (Padova)

Caro lettore,
ciascuno ha i propri punti di vista e non posso escludere che abbiamo commesso errori di valutazione. Ma mi sembra abbastanza ovvio che per fatti di scarso rilievo o importanza si indichino sul giornale le sole iniziali delle persone coinvolte, mentre per vicende gravi si dia conto delle generalità dei protagonisti. 
Sarebbe sbagliato se succedesse il contrario. La privacy è materia delicata e complessa. Ci sono regole da rispettare ma esiste anche un ambito di discrezionalità che è compito del giornalista valutare. Ciò che non deve accadere è che usando il pretesto del diritto di cronaca venga data in pasto al pubblico dei lettori o dei telespettatori, senza motivo alcuno, la vita privata delle persone. D'altro canto non si può neppure pretendere di usare la privacy per censurare dati importanti di un'inchiesta giudiziaria o di un fatto di cronaca. Ricevo talvolta lettere di avvocati che contestano il fatto che sia stato indicato sul giornale il nome e cognome di un loro cliente benché costui sia solo coinvolto in un'indagine e non ancora condannato. Singolare richiesta. Se dovessimo applicare questo criterio avremmo dovuto raccontare Tangentopoli o altre importanti inchieste senza dar conto dei nomi dei politici o degli imprenditori indagati. È questo che si vuole? Voglio sperare di no.
 
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Mercoledì 24 Gennaio 2018, 10:40






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5 di 9 commenti presenti
2018-01-24 18:23:46
... si deve scegliere. o il mondo dell'apparire o quello della privacy.. già quel termine anglofono l'offende. la vita privata è famiglia, umiltà, onore e dignità d'uomini.. chi oltraggia la cosa pubblica ( socialità ) deve assumersi e farli assumere le proprie responsabilità di fronte al consesso socio civile di cui ha avuto spregio e dileggio....
2018-01-24 16:18:30
lapasoa, a me non interessa nome e cognome di un malvivente qualsiasi, mi interessa nome e cognome del malvivente politico che ruba i miei soldi [tasse e balzelli vari ]
2018-01-24 13:51:51
No guardi, direttore, per noi lettori non e' proprio cosi'. Se un tale compie un reato grave e viene colto con le mani nel sacco e schiaffato in galera, ebbene di questo tizio vogliamo conoscere nome e cognome. eta' e nazionalita'. Questi personaggi non hanno alcun diritto alla privacy, che in italiano si chiama riservatezza. In quanto si sono distinti per aver commesso reati il piu' delle volte a danno della comunita'. E la comunita' pretende nome e cognome del malvivente.
2018-01-24 22:02:39
I komunisti come dutchwoman non sono d' accordo.
2018-01-24 12:58:01
Anchìio come il direttore, spero proprio di no.