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Per fare la pace tutti devono deporre le armi ma innanzitutto chi ha iniziato a usarle per primo

Domenica 22 Maggio 2022
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Caro direttore,
in questi ultimi giorni Mario Draghi ha spesso affermato che Putin non vuol sentir parlare di pace. Ricordo al premier Draghi che la pace si fa se uno dei due belligeranti smette di combattere, oppure trovando un accordo tra le parti, ma solo tra Ucraina e Russia senza che si mettano in mezzo i paesi pro e quelli contro. Così tanto banale, ma serve per capire che dipende tutto dalla volontà dell'aggressore e dell'aggredito, al di là di dietrologie e di tutte le analisi geopolitiche e storiche che analizzano i motivi veri del conflitto.
Purtroppo Putin resta sui suoi passi e Zelensky non è da meno, oggi dice A e domani B, usa la strategia del marketing per avere soldi e consensi, così nemmeno lui cede perché ha il vantaggio del sostegno e del tifo mediatico di gran parte dell'Europa e degli Usa, che lo aiutano soprattutto militarmente e nulla fanno insieme all'Onu per arrivare alla pace. Mario Draghi, a mio modesto parere, non è un giusto uomo di pace, i suoi discorsi pragmatici e pre-impostati lo rendono molto poco credibile. Almeno per me anche molto antipatico.
Cordiali saluti,

Decimo Pilotto
Tombolo (Pd)


Caro lettore,
sul grado di simpatia di Mario Draghi ognuno è libero di avere le sue opinioni. Sul suo grado di credibilità internazionale non penso invece che ci possano essere dubbi: da tempo l'Italia non aveva un premier capace di farsi ascoltare e di essere ascoltato nelle principali cancellerie internazionali.
Il recente viaggio negli Usa ne è una chiara dimostrazione. Dopodiché si può essere o non essere d'accordo con le opinioni e con le scelte di Draghi, ma questa è altra cosa rispetto alla sua competenza e autorevolezza che mi sembra difficile mettere in discussione. Si può essere in disaccordo con una persona senza per questo metterne in discussione le qualità: è un principio di civiltà basilare.
Quanto alla pace è ovvio che il presupposto di una vera trattativa è il cessate il fuoco. E a deporre le armi devono essere tutti contendenti ma innanzitutto chi le armi ha iniziato a usarle, chi sta colpendo con il proprio esercito un altro Paese. Non fingiamo di ignorare la realtà: se Putin non avesse invaso l'Ucraina oggi non ci sarebbe nessuna guerra. Se il Cremlino ordinasse oggi il cessate il fuoco una trattativa potrebbe partire immediatamente. Se l'Ucraina cessasse di difendersi la Russia non si fermerebbe affatto, proseguirebbe la sua operazione speciale, azzerando l'Ucraina come paese indipendente e imponendo il suo ordine.
Hanno fatto il deserto e l'hanno chiamato pace, scriveva Tacito. Ma la vera pace è un'altra cosa.
      
 

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