Corsi di formazione per insegnanti: anni di noia, inutilità, "muffa e fuffa"

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Negli ultimi anni ho seguito diversi corsi di formazione di cui mi è rimasta impressa solo una noia mortale. Sui contenuti tecnici dei vari corsi conviene per lo più sorvolare: le mie idee a riguardo sono negative. Non so se gli altri colleghi e colleghe avvertono la stessa sensazione di tedio e frustrazione interiore in tali esperienze, ma è amareggiante che dei corsi di formazione professionale riservati ai docenti non servano ad illuminare ed aprire le menti più refrattarie, né a fugare eventuali dubbi, o stimolare una presa di coscienza più matura e profonda.

Al termine di ogni corso, invece, mi sono sentito assai più confuso e disorientato di prima, più demotivato per non aver raccolto motivi di interesse, di attrazione da quelle esperienze formative. Anziché porre l'alunno al centro delle nostre riflessioni e del nostro impegno professionale di studio e di aggiornamento, lo si è relegato ai margini del discorso.

Il vero e primo protagonista del processo dialettico di insegnamento ed apprendimento è stato depennato dall'agenda programmatica e politica della scuola, per anteporre il tema e l'esigenza dei format e delle griglie, dei grafici aridi (soltanto muffa e fuffa) in cui ingabbiare progetti privi di vitalità e valore. È uno scoglio in cui si arena anche la migliore visione di una didattica attiva, rivolta all'educazione di un soggetto pensante ed artefice del proprio destino esistenziale. In questo carrozzone di stampo clientelare ed affaristico prevalgono gli interessi ed i valori (anzi, direi disvalori) economici a beneficio degli "esperti esterni" e di quanti approfittano per lucrare grazie al "business" dei percorsi di formazione.

Lucio Garofalo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 12 Ottobre 2019, 16:10






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4 di 4 commenti presenti
2019-10-18 10:05:58
Assolutamente d'accordo con il Signor Garofalo. Il risultato di quanto sostiene nel suo scritto lo si vede ogni giorno, l'insegnante ha smesso di essere educatore trasformandosi in un burocrate che applica protocolli stantii. E se questo è un bene per alcuni insegnanti,per altri invece diviene un legaccio controproducente.
2019-10-18 12:18:33
Se l'insegnante oltre fare l'insegnante ha smesso di essere educatore, mi spieghi che ruolo dovrebbero avere i genitori? Anche un insegnante ha la sua famiglia e la sua vita, o no?
2019-10-18 16:46:33
Ho forse scritto che deve essere a servizio della famiglia? Ho scritto che deve rendersi reperibile h24 e fare da babybsitter? Io spero tu stia scherzando Zip. L'insegnanate DEVE essere educatore o NON puó ritenersi un buon insegnante! Il punto è che oggi non gli è piú permesso "educere" e deve limitarsi a trasferire nozioni di anno in anno. Punto. Tu non hai la minima idea di cosa abbiamo perso legando le mani ai veri insegnanti di un tempo. Quelli erano educatori altro che i rammolliti di oggi sempre timorosi di vertenze e denunce ad assecondare un'orda di genitori che baruffano per la cartaigienica e se ne fregano dei problemi veri delle scuole.
2019-10-15 13:07:26
L'alternativa e' andare a LAVORARE.