Maurizio, ucciso per un parcheggio, scarcerato uno degli aggressori: la festa per il ritorno a casa è social

Giovedì 9 Settembre 2021 di Dario Sautto
Maurizio, ucciso per un parcheggio, scarcerato uno degli aggressori: la festa per il ritorno a casa è social

Prima il filmato del papà che attraversa la strada dopo essere uscito dal carcere di Poggioreale. Poi selfie, cuori e messaggi di auguri e bentornato. La concessione degli arresti domiciliari a uno dei presunti killer di Maurizio Cerrato si trasforma in una vera e propria festa social, sul profilo Facebook della figlia di Francesco Cirillo, 67enne pluripregiudicato di Torre Annunziata che ha confessato di essere stato sul luogo dell’efferato omicidio accanto al figlio ma di non aver partecipato attivamente all’aggressione mortale.

Una tesi, quella sostenuta dal pregiudicato che – ha scritto un mese e mezzo fa il gip nella misura cautelare – ha trascorso quasi quarant’anni della sua vita in carcere per vari reati, che ha spinto i giudici ad accogliere l’istanza dell’avvocato Antonio Iorio, riqualificando le accuse in concorso anomalo in omicidio volontario. Al provvedimento di sostituzione della misura cautelare, la Procura di Torre Annunziata – procuratore Nunzio Fragliasso, sostituto Giuliana Moccia – potrebbe fare ricorso, ma prima attende le motivazioni della decisione. 


Da meno di due giorni, Francesco Cirillo è agli arresti domiciliari. Suo figlio Antonio, 32 anni, è accusato di essere l’autore materiale di quell’assurdo omicidio, avvenuto nel tardo pomeriggio del 19 aprile scorso in via IV Novembre a Torre Annunziata. Maurizio Cerrato, 61 anni, era andato sul posto a soccorrere la figlia, alla quale era stata squarciata una ruota dell’auto perché aveva spostato una sedia per parcheggiare. Lì era intervenuto Giorgio Scaramella, che rivendicava quel parcheggio e che, dopo una prima zuffa, aveva avuto la peggio. I rinforzi chiamati dal fratello Domenico Scaramella sono arrivati armati. Cerrato fu rapidamente accerchiato, gli fu chiusa ogni via di fuga e fu malmenato, prima del colpo di grazia con un coltellaccio da cucina, lo stesso utilizzato da Domenico Scaramella per squarciare la gomma della vettura della ragazza.

Video

Antonio Cirillo e i fratelli Giorgio e Domenico Scaramella restano in carcere, mentre è tornato ai domiciliari solo Francesco Cirillo. Per lui i familiari hanno organizzato una festa di bentornato e qualche scatto è finito sui social, insieme al video della sua uscita dal portone del carcere di Poggioreale. Sotto ai due post pubblicati dalla figlia, sono decine i messaggi di auguri e di bentornato al 67enne. «Mi mancavi da morire, bentornato amore mio, ti amo papà» ha scritto la giovane, con tanto di cuori e baci. Sotto, decine di commenti: da «auguri zio Ciccio, bentornato a casa» a «mi fa tanto piacere», fino alla frase scritta dalla sorella di Cirillo «fratello bentornato, sei la mia vita».

Uno schiaffo alla famiglia Cerrato, che da quasi cinque mesi soffre per l’assurda morte di un innocente, ammazzato solo per difendere la figlia. «Maurizio non c’è più – dice Tania Sorrentino, la vedova di Maurizio Cerrato – mentre lui è tornato comodamente a casa nel suo letto. È un fatto sconcertante. Sappiate voi che non siete intervenuti, che avete cancellato i video, che per paura avete nascosto la testa nella sabbia. Io non ve lo auguro, ma i vostri figli e i vostri mariti potrebbero incontrarlo per strada, come è successo a noi. Purtroppo solo allora capirete che il vostro silenzio ha avuto un prezzo troppo alto». 

«È sconcertante assistere a una spettacolarizzazione della scarcerazione di uno degli indagati – commenta il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione – circostanza oltraggiosa nei confronti dei familiari della vittima. Ci uniamo al grido di dolore della moglie e delle figlie di Maurizio ed alla richiesta di giustizia». Intanto, sarà presentato domani il comitato di liberazione dalla camorra e dal malaffare. Ci saranno, tra gli altri, la famiglia Cerrato e il senatore Sandro Ruotolo. 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA