Omicron, il booster protegge dopo 4 mesi? Servirà una quarta dose? Quello che sappiamo (anche sul Green pass)

Uno studio pubblicato su Biorxiv ha dimostrato l'efficacia della terza dose dei vaccini a mRna anche dopo quattro mesi. Numeri e dati che serviranno per decidere la strategia da affrontare nelle prossime settimane

Lunedì 24 Gennaio 2022 di Simone Pierini
Omicron, il booster quanto tempo protegge? Lo studio dopo 4 mesi e il tema della quarta dose

Cosa succederà nei prossimi mesi? Gli italiani stanno rispondendo alla chiamata per la terza dose di vaccino e la campagna procede con il target del 50 per cento di popolazione che ha già ricevuto il booster già superato. Ma quanto durerà la protezione di questo nuovo richiamo del vaccino? Servirà una quarta dose per ristabilire un alto numero di anticorpi? Oppure si andrà avanti cercando di superare i mesi caldi per poi ripartire con l'autunno (prorogando anche la durata del Super Green pass), magari con un vaccino aggiornato sulla variante Omicron? Al momento non ci sono risposte certe a quesiti che è facile sentire ripetersi nelle chiacchierate tra amici, nei bar o ristoranti o nei talk show televisivi. La scienza prosegue la sua ricerca e le sue pubblicazioni. Le ultime hanno fornito importanti indicazioni su quanto sia importante ricevere il booster. I dati pubblicati qualche giorno fa dai Centri americani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), basati su tre studi solidi, hanno dimostrato che la terza dose (Pfizer-BioNTech e Moderna) è risultata efficace al 90 per cento nel prevenire i rischi di ricovero. Sono uscite invece nelle ultime ore due analisi che hanno approfondito ulteriormente questa protezione. La prima mostra come la protezione del booster nei confronti della malattia si mantenga su buoni livelli anche dopo quattro mesi dall'iniezione. La seconda invece affronta il tema dell'efficiacia nei confronti dell'infezione: è vero che Omicron "buca" anche l'immunità dei vaccinati con tre dosi, ma lo fa con meno probabilità rispetto a coloro che non hanno completato il ciclo e soprattutto rispetto ai non vaccinati che risultano completamente scoperti. 

 

 

 

Terza dose, efficacia Pfizer e Moderna al 90 per cento

Le terze dosi dei vaccini della Pfizer-BioNTech e di Moderna sono risultate efficaci al 90% nel prevenire i rischi di ricovero tra gli americani che sono stati contagiati con il virus SarsCoV2. Secondo i dati pubblicati nei giorni scorsi dai Centri americani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), i booster vaccinali sono risultati particolarmente efficaci nell'evitare ospedalizzazioni e decessi tra gli americani sopra i 50 anni di età. In generale i dati confermano inoltre che le terze dosi offrono più protezione contro la variante Delta che contro la Omicron.

 

 

 

La nuova analisi degli esperti del governo degli Stati Uniti, basata su tre studi, ha indacato inoltre che i non vaccinati hanno una probabilità 45 volte più alte di venire ricoverati per Covid-19 rispetto a chi ha fatto le terze dosi. Anche in questo caso i rischi sono risultati particolarmente gravi per gli over 50. Eppure solo il 40% degli americani vaccinati ha ricevuto anche il booster. La terza dose - osservano i Cdc - ha mostrato di ripristinare la protezione contro i contagi al 90%. Anche se rimane ancora non chiaro quanto a lungo duri la protezione accordata dalle terze dosi di vaccino.

 

 

Booster, l'efficacia dopo 4 mesi

Su Biorxiv è stato pubblicato uno studio che analizzato lo stato della copertura del booster a 4 mesi dalla somministrazione. Gli individui vaccinati sono stati testati in serie per valutare la loro capacità neutralizzante contro SARS-CoV-2 wild-type (ceppo USA-WA1/2020) e un USA-WA1/2020 ingegnerizzato con la glicoproteina spike di Omicron. I risultati della neutralizzazione della riduzione della placca hanno mostrato che a 2 o 4 settimane dopo la seconda dose i titoli medi geometrici di neutralizzazione (GMT) erano rispettivamente 511 contro i virus wild-type e 20 contro Omicron, suggerendo che due dosi di Pfizer non erano sufficiente per ottenere una robusta neutralizzazione contro Omicron; a un mese dalla terza dose i GMT di neutralizzazione sono aumentati rispettivamente a 1342 e 336, indicando come tre dosi di vaccino abbiano aumentato l'entità e l'ampiezza della neutralizzazione contro Omicron; a 4 mesi di distanza dal booster i GMT di neutralizzazione sono diminuiti rispettivamente a 820 e 171, suggerendo una cinetica di decadimento della neutralizzazione simile per entrambe le varianti. I dati supportano quindi la validità di una strategia di vaccinazione a tre dosi e forniscono un primo assaggio della durata della neutralizzazione contro Omicron.

 

 

 

 

Quarta dose

I dati sull'efficiacia del booster andranno senza dubbio a determinare le scelte delle agenzie regolatorie sull'eventuale necessità di una quarta dose. Nell'ultima riunione straordinaria dei 27 ministri della Salute dell'Unione europea la commissaria Stella Kyriades ha affermato che «la scienza è chiara sui prossimi passi da prendere per i cittadini: aumentare la diffusione della vaccinazione e provvedere a un booster aggiuntivo, specialmente per i più vulnerabili». Un'affermazione che ha seguito il parere dell'Ema secondo cui «nelle persone con sistema immunitario gravemente indebolito che hanno ricevuto 3 dosi per la vaccinazione primaria - queste le parole del capo della strategia vaccinale dell'Ema, Marco Cavaleri - sarebbe ragionevole che le autorità sanitarie pubbliche prendessero in considerazione la somministrazione di una quarta dose». Attesa invece per il resto della popolazione anche in virtù dei primi dati provenienti da Israele. L'Ema «non ha ancora visionato i dati sulla quarta dose. Attualmente, non ci sono prove della necessità di una quarta dose nella popolazione generale», ha precisato Cavaleri.

 

Notizie di ieri è invece una seconda ondata di informazioni in arrivo sempre da Israele. Secondo quanto dichiarato dal ministero della Sanità la quarta dose di vaccino per le persone over 60 offrirebbe una protezione tripla contro malattie gravi e una protezione doppia contro le infezioni nell'ondata attuale guidata dalla variante Omicron. Affermazioni basate su una «analisi iniziale» da parte di esperti di varie importanti istituzioni accademiche e sanitarie mettendo a confronto chi ha già ricevuto la quarta dose e chi ha avuto la terza almeno da quattro mesi. Ovvero - ha aggiunto - su circa 400.000 israeliani che hanno ricevuto il quarto vaccino (over60 e fragili) e 600.000 che hanno ricevuto tre dosi.

 

 

Scadenza Green pass

Nel caso non servisse una quarta dose il governo italiano dovrà per forza di cosa affrontare il tema della scadenza del Green pass, dal primo febbraio fissata a sei mesi dall'ultima dose o dalla guarigione. Sulla scadenza del Green pass per chi ha fatto il richiamo/terza dose «si valuteranno soluzioni». Questo hanno fatto trapelare fonti di governo. Scadenza che potrebbe provocare problemi in chi ha fatto da tempo il booster, visto che al momento non si parla di quarta dose. Non c'è invece alcuna conferma - si apprende - sul fatto che le ordinanze non verranno prorogate, in merito alla scadenza il 31 gennaio dell'obbligo del tampone per entrare in Italia dall'estero, anche da Paesi Ue, anche per chi ha il Green pass ed è stato vaccinato con la terza dose.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci