Capodanno, follia veglioni clandestini nei locali. «Dopo la cena c’è il dj. Ballare? Non lo vietiamo»

Da Roma a Milano dilagano gli inviti sul web: «Che male c’è a fare quattro salti?». I trucchi per aggirare le disposizioni: «Non possiamo legare i clienti alle sedie...»

Mercoledì 29 Dicembre 2021 di Camilla Mozzetti e Raffaella Troili
Capodanno, follia veglioni clandestini nei locali. «Dopo la cena c è il dj. Ballare? Non lo vietiamo»

Video

 

Fatta la regola ecco l’inganno e nella notte di San Silvestro, ormai alle porte, le nuove restrizioni varate dal governo che spengono le consolle dei dj e le luci delle discoteche possono essere facilmente aggirate da tanti altri locali, ristoranti in primis, che contano su ampi spazi e che, oltre al cenone, offrono spettacoli, intrattenimento e soprattutto dj-set. Ma a cosa serve il dj se, in teoria, non si potrebbe ballare interpretando così la decisione del governo di chiudere sale da ballo e discoteche? Si cena certo, perché al Veglione non si può rinunciare, ma volendo si balla anche nelle vicinanze dei propri tavoli e il motivo è presto spiegato da un organizzatore di eventi milanese: «Se mi togli i “salti” la notte di Capodanno mi togli la vita».

 

«Dopo la cena c’è il dj. Ballare? Non lo vietiamo»

E allora eccolo lo stratagemma, al netto del Covid e della variante Omicron capace di trascinarsi dietro migliaia di nuovi contagi, che corre lungo lo Stivale da Milano a Palermo, da Roma a Pozzuoli. Organizzare un Capodanno violando le disposizioni da poco varate è facile, bastano anche cinque minuti grazie a quella proliferazione di annunci che galoppa in rete con la stessa velocità con cui il virus ha spinto in alto la curva dei contagi. Oltre alla festa e al veglione - su cui non pende nessun divieto - i locali hanno aggiunto nei pacchetti l’opzione “dj-set” e quindi un dj in consolle che allo scoccare della mezzanotte farà partire musica dal vivo. Si potrà ballare dunque? Nessuno dei locali che da Facebook ad Instagram pubblicizzano le serate dice chiaramente di no.

 

 

 

 

LE SERATE

«Ballare, ballare... per telefono non ti posso dire di sì ma il minimo indispensabile lo faremo», risponde il titolare di un locale di Nola, in provincia di Napoli. In questo ristorante, che però non è soltanto questo, la serata di Capodanno costa 80 euro a persona (40 per i bambini) e ci sarà il dj. Come in tante altre realtà. A Milano un locale non distante da Porta Nuova segna quasi il tutto esaurito, si entra solo con Green pass e tampone negativo svolto nelle 48 ore precedenti ma la festa è assicurata a 150 euro a persona. «La capienza massima è per 120 persone a cena - spiega l’organizzatore - c’è la musica e si va avanti fino a tardi, non si possono creare assembramenti ma cosa le devo dire? Non possiamo legare le persone alla sedia, se lei vuole ballare perché conosce quello del tavolo accanto faccia quello che vuole». In un altro locale milanese l’organizzatrice gioca la parte di Ponzio Pilato: «Noi diamo le indicazioni generali, non si può ballare, poi dipende da ognuno». Anche qui c’è il dj-set e in teoria restare seduti al tavolo è complicato. Ma ecco, si rimanda alla responsabilità dei singoli. A Roma, non lontano dal Ponte dell’Industria andato a fuoco lo scorso ottobre la festa è servita così: «C’è il “dinner show” con la cena spettacolo e poi un vero dj-set in cui si ballerà - spiega il pr - ognuno ha la sua postazione, ogni gruppo di persone ha il suo tavolo di riferimento ma la situazione è più giovanile e movimentata». C’è il rischio che qualcuno venga allontanato se trovato a scatenarsi magari di fronte ad un tavolo non suo? Generalmente la risposta è negativa. «Pure noi - aggiunge un altro organizzatore - dobbiamo tirare avanti». Se le discoteche vere e proprie pagano lo scotto maggiore, ristopub, lounge bar, tutte le formule mix e vaghe, si arrangeranno. Un ballo al posto tavola con dj-set non si nega a nessuno. Lo promettono molti locali di Roma, dal centro all’Eur fino alla Tiburtina: «Sul sito trova tutto, menù e musica di accompagnamento. Dopo cena si balla sul posto».

 

 

DIMORE E CASALI A RISCHIO

E se forse qualcuno nella foga della ricerca di un cenone ha dimenticato che il momento di maggiore contagio avviene proprio a tavola, non va sottovalutato un altro scenario completamente fuori controllo e sotto traccia. Quello delle feste private, in casali e dimore private, dove non c’è un limite al numero di partecipanti e le regole restano quelle del “volemose bene”, aggiungi un posto a tavola. E poi anche in pista, nel salone della seconda casa dove comitive di amici - anche 20, 30 persone - non aspettano altro che ritrovarsi. Riunioni carbonare, almeno un tampone da mostrare all’ingresso, si spera...

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci