Covid, Mattarella: «Il vaccino è un dovere, unico strumento efficace»

Venerdì 20 Agosto 2021
Covid, Mattarella: «Vaccino è un dovere, unico strumento efficace»
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Vaccinarsi contro il Covid è un dovere. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invita gli italiani alla «responsabilità» ed a vincere qualsiasi remora rispetto all'opportunità di immunizzassi contro il coronavirus. E, inaugurando il Meeting dell'Amicizia tra i popoli, la prima grande manifestazione in presenza dell'era Covid, il presidente della Repubblica pensa, pur senza senza nominarlo esplicitamente, all'Afghanistan ed ai rischi per la democrazia e per la libertà cui il mondo va incontro in seguito al ritorno al potere inquietante dei talebani in quel paese.

«Vaccinarsi è un atto d'amore»

Collegato dal Quirinale con l'immenso auditorium della Fiera di Rimini pieno, per quanto possibile, di gente e soprattutto di giovani, Mattarella ribadisce che vaccinarsi «è un dovere non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli». Insomma, immunizzarsi dal Covid è «un atto di amore nei loro confronti, come ha detto pochi giorni fa Papa Francesco».

Ma è anche anche l'unica concreta ed efficace via di uscita rispetto ad un male a causa del quale «ci siamo scoperti più fragili di quanto credevamo». Un male che «ha dimostrato quanto ci sia bisogno di responsabilità. Nell'opera dei medici e del personale sanitario. Nel lavoro di chi svolge mansioni sociali. Nell'impegno di chi opera nel tessuto economico. Nell'azione dei governi e degli organismi internazionali. Ma anche nei comportamenti di ciascuno di noi». Un male per il quale «abbiamo compreso con maggiore chiarezza di aver bisogno del sostegno degli altri. Abbiamo fatto esperienza del dolore, della paura, della solitudine. Ma nella comunità abbiamo trovato risorse preziose, decisive per far sì che le nostre speranze, le nostre aspirazioni non venissero sradicate e potessero ancora trovare conferma e sviluppo».

 

 

Un richiamo forte che alcuni traducono nella necessità di introdurre l'obbligo vaccinale. Al di là della Cisl che lo chiede ufficialmente oggi è scesa in campo Forza Italia spingendo verso l'obbligo e riaprendo così un tema caldissimo, anche all'interno del centro destra. «È davvero il momento di superare anche l'ultimo tabù: il vaccino obbligatorio», ha detto la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. «In presenza di fasce di resistenza all'immunizzazione così consistenti bisogna renderlo obbligatorio perché la tutela della salute pubblica è assolutamente prioritaria», gli ha fatto eco Licia Ronzulli. Con il popolo di Cl, che aveva già incontrato una volta all'inizio del suo mandato al Quirinale, Mattarella batte forte sul tasto della comunità e lancia un invito al »coraggio della responsabilità», per costruire la comunità, per passare dall'io al noi. E invita soprattutto i giovani ad «accogliere e a trasmettere passione, solidarietà, capacità di ascolto e di dialogo; valori fondamentali in tutti gli ambiti della vita quotidiana».

Il pensiero per l'Afghanistan

Quindi, il pensiero va alla libertà ed al suo valore non negoziabile, ed al fatto che venga messa in discussione così pesantemente in Afghanistan. «La storia ci insegna costantemente quante minacce vi siano alla libertà e quanti sacrifici sono richiesti per conquistarla. Ci indica anche che si tratta di un bene indivisibile tra le donne e gli uomini di ogni Continente. Ci rendiamo conto di quanto la mancanza di libertà o la perdita di essa in altri luoghi del mondo colpisca la nostra coscienza e incida sulla comune convivenza nella sempre più integrata comunità mondiale», dice il presidente della Repubblica, che usa parole durissime per chi oggi in Europa critica lo scomposto ritiro da Kabul e, contemporaneamente, non si pone il problema delle responsabilità occidentali, dalla accoglienza alla difesa dei diritti umani in Afghanistan.

«Mortificanti ottusità miste a ipocrisia, che si manifestano anche in questi giorni che sono frutto di arroccamenti antistorici e, in realtà, autolesionisti», sottolinea, richiamando la Ue alle sue «responsabilità, contro ogni grettezza». Insomma, l'Unione deve fare altro, fare passi avanti e guardare oltre. «Le risposte emergenziali, come lo stesso piano Next Generation EU, debbono tradursi in un nuovo cammino di forte responsabilità comune. Lo consente la riflessione in atto sul futuro dell'Europa». E qui, un altro monito:«la Conferenza in corso di svolgimento deve essere occasione di ampia visione storica e non di scialba ordinaria gestione del contingente».

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Ultimo aggiornamento: 19:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA