Tajani: «Nel nuovo esecutivo non confermeremo gli uscenti. Sarà un governo di alto profilo»

Il coordinatore di Forza Italia: noi determinati per questa maggioranza

Mercoledì 28 Settembre 2022 di Andrea Bulleri
Tajani: «Nel nuovo esecutivo non confermeremo gli uscenti. Sarà un governo di alto profilo»

Prima un video-collegamento con la presidente Ursula von der Leyen e i colleghi del Ppe (che la prossima settimana dovrà salutare). Poi, nel pomeriggio, un colloquio «pour parler» con Giorgia Meloni. È fitta come non mai l'agenda di Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia, secondo i rumors in predicato per una poltrona di peso nel prossimo esecutivo.

Presidente Tajani, state già trattando sui ministeri?
«Assolutamente no. Parlare di nomi in questa fase è prematuro. Con Giorgia ci sentiamo cento volte al giorno, abbiamo solo fatto un quadro della situazione che poi ho riferito a Berlusconi».

Ma qualche nome già lo avrete in mente, no? Si fa il suo per la Farnesina...
«I nomi non tocca a me proporli. Per quanto mi riguarda, sono felice e onorato di essere stato eletto deputato italiano dopo trent'anni al Parlamento Ue. Per il futuro, farò ciò che serve al Paese, come ho sempre fatto. Non è il mio destino personale che mi preme».

Quanti posti spetteranno a FI nel governo Meloni?
«Non è una questione di posti. A noi interessa la qualità delle persone. E una cosa è certa: il nostro sarà un esecutivo di alto profilo».

Pensate a figure tecniche, professori universitari o figure apicali dell'amministrazione?
«È presto per tracciare identikit. Ma ripeto: saranno figure di alta caratura. Anche con esperienza politica, non per forza tecnici».

Qualche ministro del governo Draghi potrebbe essere confermato?
«Non credo che ci saranno conferme».

Che ruolo avrà Forza Italia nella futura compagine?
«Un ruolo da protagonista. Siamo una forza europeista e atlantista, con solidi rapporti internazionali. In più abbiamo gli stessi voti della Lega: il nostro contributo nel prossimo governo sarà determinante».

E Berlusconi? Sarà lui il prossimo presidente del Senato?
«Non credo che Berlusconi ambisca a quell'incarico. Lui è il fondatore del centrodestra: sarà il nostro coach, il padre nobile. O se vuole, il collante del futuro governo».

Qual è il provvedimento che andrebbe portato al primo Consiglio dei ministri?
«Gliene dico due. Il primo è un intervento per tamponare l'emergenza bollette, sulla cui urgenza siamo tutti d'accordo nella coalizione. A cominciare dal disaccoppiamento del prezzo dell'energia elettrica a quello del gas».

E la seconda priorità?
«La legge di bilancio. Possibilmente, senza ricorrere a scostamenti, cioè a nuovo debito. Quando il nuovo esecutivo entrerà in carica, mi auguro tra fine ottobre e inizio novembre, bisognerà agire con rapidità e serietà. E lo faremo».

Oggi (ieri, ndr) ha visto Ursula von der Leyen, durante una riunione di presidenza del Ppe. Come guardano a Roma, da Bruxelles?
«Nello stesso modo in cui guardano tutti i Paesi membri in cui si svolgono elezioni democratiche. Ho parlato con von der Leyen, con la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola. Non c'è alcun tipo di preoccupazione: Forza Italia sarà garanzia del posizionamento europeista dell'Italia».

Ve l'aspettavate, di superare il Terzo polo e arrivare a un passo dalla Lega, alle urne?
«Sapevamo che nonostante gli attacchi saremmo andati bene. FI si è dimostrata ancora una volta al centro del panorama politico. Chi voleva darci una spallata ha fallito».

Merito anche dello sbarco di Berlusconi su TikTok?
«Merito di Berlusconi. Il cui impegno, anche questa volta, ha fatto la differenza».
 

Ultimo aggiornamento: 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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