Ai prefetti i poteri dei sindaci, schiaffo leghista alla Raggi

Ai prefetti i poteri dei sindaci

di Diodato Pirone

Più potere ai prefetti e meno ai sindaci nelle cosiddette zone rosse delle città italiane ovvero quelle aree da tenere libere da criminali, abusivi, spacciatori e balordi di vario genere. E' il succo della nuova direttiva firmata ieri dal ministro dell'Interno Matteo Salvini che viene letta come l'ennesimo capitolo dell'offensiva di Salvini contro la giunta 5Stelle di Roma guidata da Virginia Raggi.
E infatti riesplode immediatamente la polemica con l'altro vicepremier Luigi Di Maio. «La nuova direttiva firmata da Salvini? Ho letto che attribuisce più poteri ai prefetti che ai sindaci in alcuni casi. Io sono dell'opinione che chi governa lo scelgono i cittadini. E' l'abc della democrazia. Esprimi un voto e poi giudichi al termine del mandato. Io la vedo così».
 


IL BRACCIO DI FERRO
Durissimo anche il commento del presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni, e sindaco di Bari, Antonio Decaro. «Noi sindaci amministriamo ogni giorno, tra mille difficoltà e non abbiamo bisogno di essere commissariati da nessuno», ha detto Decaro. «Il ministro - aggiunge Decaro - non perde occasione per prendersela con i sindaci che invece dovrebbe considerare come suoi alleati, perché sono gli unici a conoscere il territorio. Se Salvini ci avesse chiamati per affrontare seriamente il problema del degrado urbano nelle città gli avremmo detto che varare zone rosse è un pò come mettere la polvere sotto il tappeto, non risolve il problema, lo sposta altrove».

GLI OBIETTIVI
La replica del Viminale è secca: «Polemiche sorprendenti, il potere di ordinanza del prefetto è già previsto dal Testo unico legge di pubblica sicurezza».
Già, ma cosa prevede esattamente la circolare? In sintesi il ministro dell'Interno interviene ancora una volta con una circolare che assicura poteri straordinari con i quali i prefetti potranno intervenire scavalcando i sindaci ogni volta che i primi cittadini, nonostante i nuovi strumenti ( a cominciare dal Daspo urbano) previsti dal decreto sicurezza, non manterranno la sicurezza e il decoro urbano.
Spedita ovviamente ai prefetti ma anche al capo della Polizia, Franco Gabrielli, la direttiva fornisce «indirizzi operativi su ordinanze e provvedimenti antidegrado e contro le illegalità». Obiettivo principale è quello dello smantellamento delle «piazze dello spaccio» impedendo fisicamente l'accesso nei luoghi a pusger e trafficanti.
Nelle grandi città, nota la direttiva, «si registrano, di frequente, fenomeni antisociali e di inciviltà lesivi del buon vivere, particolarmente in determinati luoghi caratterizzati dal persistente afflusso di persone, sovente in condizioni di disagio sociale». Ai sindaci sono stati forniti nuovi strumenti per contrastare il degrado, come il daspo urbano (l'ordine di allontanamento da alcune zone della città), la limitazione alla vendita di alcolici, il reato di accattonaggio, la nuova disciplina sui parcheggiatori abusivi.

Ma l'esperienza nei territori, sostiene il ministero dell'Interno, «ha evidenziato l'esigenza di intervenire con mezzi ulteriori», ad esempio contro le cosiddette «piazze di spaccio», il cui «effettivo smantellamento presuppone l'inibizione alle aree nteressate dalla perpetrazione di tali illeciti». Dunque, dove i sindaci, che magari sono «distratti» - è la frecciata del titolare del Viminale - non intervengono, tocca ai prefetti, «custodi della sicurezza», ricorrere ai poteri d'ordinanza, «funzionali a potenziare l'azione di contrasto al radicamento di fenomenologie di illegalità e di degrado che attentano alla piena e civile fruibilità di specifici contesti cittadini». Questi strumenti, puntualizza, sono «di natura straordinaria, contingibile ed urgente».
La direttiva, infine, invita i prefetti a convocare subito i Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica per individuare le esigenze di tutela delle città e ad emanare le ordinanze antidegrado. Inoltre dal prossimo 31 maggio il Viminale chiederà ai prefetti rapporti dettagliati sul monitoraggio condotto nelle città e sulle ricadute delle ordinanze adottate.
 
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Giovedì 18 Aprile 2019, 08:09






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