Drigo dei Negrita firma il suo primo murale: inaugurata la torre dipinta a Castel Bolognese

"Camminando o guidando per le strade delle città, m’è sempre piaciuto giocare ad immaginare di poter trasformare certe grandi superfici"

Venerdì 23 Settembre 2022 di Valeria Arnaldi
Drigo dei Negrita firma il suo primo murale: inaugurata la sua torre dipinta a Castel Bolognese

Una torretta Enel, accanto al Centro di Ricerca Espressiva Vecchio Macello, a Castel Bolognese. Questa la “tela” scelta da Enrico Salvi, ossia Drigo dei Negrita, per il suo primo murale. Ben quattro i giorni di lavoro. Un sogno realizzato.

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Drigo dei Negrita firma il suo primo murale: «Ho sempre voluto trasformare superfici»

«Camminando o guidando per le strade delle città, m’è sempre piaciuto giocare ad immaginare di poter trasformare certe grandi superfici o edifici urbani, magari di servizio e dunque anonimi, o insignificanti o in certi casi pure brutti, in ‘grandi tele’ da poter riempire d’immagini e colori per..arredare gli spazi», ha raccontato Drigo sui suoi social, esplicitando così il suo sguardo sulla città e la sua filosofia dell’arte. «Come cambierei un quartiere o uno scorcio urbano se davvero potessi farlo almeno con dei pennelli? Quali colori e quali immagini potrebbero ridare vitalità, dignità, o magari significati a questo quartiere? È davvero un tipo di fantasia con cui, passando o facendo altro, m’è sempre venuto spontaneo giocare. Ma fra il dire e il fare, si sa…». Poi, il progetto a Castel Bolognese. E così, senza esperienze su altri muri, Drigo si è messo in gioco e ha portato la sua arte su un’intera torre, affascinando il pubblico di fan e non solo.

Dalla carta al muro

“Nuovo” al mondo dei murales, Drigo non lo è all'arte, ha iniziato a illustrare il suo mondo, i suoi pensieri, le sue fantasie ed emozioni, già dal liceo. I molti viaggi fatti, hanno allargato il suo orizzonte e ampliato la sua ispirazione, sollecitando ulteriormente la sua creatività. E l’urgenza di appuntare sensazioni, momenti, incontri, lo ha spinto spesso a sostituire le parole con il disegno. Poi, opere e mostre. Dalla carta al muro, il passo forse era inevitabile. Se prima ciò che vedeva finiva sulle pagine dei suoi diari o quaderni, ora sono le sue fantasie a vestire l’orizzonte.

Il progetto digitale

Drigo ha realizzato il progetto digitale per la Torre  e poi lo ha portato sull’architettura, anche grazie all’ausilio dello street artist riminese Mozonerrr. Soggetto del murales, i “Linguaggi dell’arte”, tra musica, poesia, pittura, teatro. E arte visiva, appunto. «Vivo in cerca di ‘prime volte’ - ha commentato Drigo sui suoi social - a volte son treni in faccia, altre invece mi nutrono ed evolvono. Questa è stata stupenda e non vedo l’ora di ripeterla!».

Ultimo aggiornamento: 20:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA