Rissa tra clienti, distrutto ristorante cinese: poliziotti presi a calci e pugni

Rissa tra clienti, distrutto ristorante cinese: poliziotti presi a calci e pugni

di di Marco Carta

Un intero ristorante cinese distrutto a Roma, una violenta rissa fra asiatici sedata dagli spacciatori nordafricani e due poliziotti aggrediti con calci e pugni da una coppia di cinesi in preda ai fumi dell'alcool, un uomo e una donna, arrestati e condannati a sei mesi.

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Sembra la sceneggiatura degna di un film di Tomas Milian, che proprio in un ristorante cinese aveva ambientato uno degli episodi più fortunati della sua carriera cinematografica. Invece è solo il resoconto della nottata alcolica che giovedì notte ha animato le strade intorno a piazza Vittorio. Fra involtini primavera usati come corpi contundenti. E piatti colmi di riso cantonese lanciati come frisbee.

Quando, infatti, intorno alle 23 gli agenti del commissariato Viminale sono riusciti ad entrare all'interno del Simply life Bar di via Alfredo Cappellini, dove poco prima era avvenuta la rissa, si sono ritrovati di fronte uno scenario raccapricciante. Pezzi di cibo dappertutto. Piatti e bottiglie infranti a terra. Sedie e tavolini sotto sopra. E segni di colluttazione un po' ovunque. Secondo la ricostruzione della proprietaria del locale, il cui collo risultava pieno di graffi, il 52enne Miao Xuefei e la 45enne Miao Xiuping, dopo aver alzato il gomito mangiando un pasto e bevendo vino in gran quantità, avrebbero iniziato ad agitarsi creando scompiglio fra la clientela. Invitati a calmarsi, i due, entrambi incensurati, avrebbero prima aggredito verbalmente la titolare, per poi sfogare la propria rabbia sugli arredi, mettendo a soqquadro il locale. Una volta messi alla porta, con grande fatica, l'uomo e la donna avrebbero ingaggiato un violento parapiglia con altri connazionali, sedato dagli spacciatori nordafricani che di notte popolano la zona, intervenuti a dividere in modalità da paciere.

In un primo momento, nemmeno l'arrivo degli agenti del Viminale, allertati da un cittadino italiano che aveva assistito alla scena da casa sua, riesce a riportare la calma fra i presenti. La donna, infatti, «riversa a terra con una ferita lacero contusa», nonostante fatichi a tenersi in piedi, cerca di colpire gli agenti con calci e pugni. Mentre il suo compagno continua a scagliarsi violentemente contro la serranda abbassata del ristorante, dove si erano barricati nel frattempo gli altri protagonisti della rissa. La tensione, insomma, è alle stelle. Tanto che, durante le fasi d'identificazione, l'uomo, ancora ubriaco, dopo aver cercato di aggredire nuovamente i suoi connazionali, cerca di rifilare un pugno a uno dei poliziotti, colpendolo sulla spalla sinistra.

«Avevamo bevuto molto vino, poi la grappa. Eravamo ubriachi, non sappiamo cosa sia successo, ma chiediamo scusa ai poliziotti». Quando ieri mattina la coppia si è ritrovata a piazzale Clodio per la convalida d'arresto, forse ancora stordita dalla serata alcolica, ha ammesso al pm d'aula Louella Santini di non ricordare nulla. Accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni per «aver usato violenza con calci e pugni», contro gli agenti, causando «lesioni giudicate guaribili in 3 e un giorno», i due cinesi, difesi dall'avvocato Francesca Gruvosin, sono stati condannati a sei mesi con rito abbreviato e subito liberati.
 
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Sabato 10 Agosto 2019, 13:41






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