Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Davide Paitoni suicida in carcere, a gennaio uccise il figlio di 7 anni. Gli è stata negata la ​perizia psichiatrica

Proprio ieri era giunta la notizia che Davide Paitoni non sarebbe stato sottoposto a perizia psichiatrica

Martedì 12 Luglio 2022
Davide Paitoni suicida in carcere, a gennaio uccise il figlio di 7 anni
5

La penna forse armata di rimorso, un foglio stropicciato lasciato sul tavolino della cella, un cerotto sul naso e un cappio al collo. Si è suicidato così, nel carcere milanese di San Vittore, il quarantenne Davide Paitoni. Era recluso dal gennaio scorso per aver ucciso il figlio Daniele, 7 anni appena, e aver aggredito a coltellate l'ex moglie, a suo dire «colpevole» di averlo lasciato. «Ognuno faccia i conti con la propria coscienza», si è limitato a commentare, interpellato dall'ANSA, l'avvocato Stefano Bruno, legale dell'uomo che ieri si è visto respingere dal gip una richiesta di perizia psichiatrica. E che domani era atteso in Tribunale, a Varese, nel processo con rito abbreviato per il tentato omicidio di un collega di lavoro. Solo in cella in seguito al trasferimento del compagno, perché positivo al Covid, Paitoni è stato trovato intorno alle 9 di questa mattina nella sua brandina. A dare l'allarme sono stati gli agenti della polizia penitenziaria del Reparto Protetti, ma i soccorsi sono stati inutili.

La ricostruzione

Il cadavere era sotto le lenzuola dove, secondo una prima ricostruzione, si è strangolato, pare con un cappio al collo e un cerotto sul naso. Accanto è stato trovato un biglietto, sul cui contenuto c'è massimo riserbo. Il pm di Milano di turno, Stefano Ammendola, è stato subito informato e ha disposto i primi accertamenti nell'ambito di un fascicolo, la cui apertura è scontata in casi come questo. Per consentire i rilievi della Scientifica, la cella è stata posta sotto sequestro, così come gli effetti personali del detenuto. Disposta anche l'autopsia, esami tossicologici compresi, sul cadavere. «Davide Paitoni si è suicidato nella sua cella nel carcere di San Vittore. Il 6 luglio gli era stato notificato l'avviso di conclusione indagini in relazione all'omicidio del figlio e domani era fissata la discussione, con giudizio abbreviato, nel procedimento per tentato omicidio di un collega di lavoro», recita lo scarno comunicato con il quale il procuratore di Varese, Daniela Borgonovo, ha informato del suicidio.

La perizia psichiatrica

Cosa sia accaduto nelle scorse ore è ancora da ricostruire con esattezza. «Ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza», ribadisce il legale del suicida, che ieri si era detto pronto a rinnovare la richiesta di sottoporre il suo assistito ad una valutazione psichiatrica perché, sulla base della valutazione di una psicologa forense interpellata dal professionista, era emersa «l'esistenza di sintomi molto preoccupanti». Gli inquirenti dovranno ora capire come Paitoni sia entrato in possesso del cerotto e del presunto cappio usato per uccidersi. Del resto nella richiesta di custodia cautelare in carcere, il gip di Varese Giuseppe Bettarino, aveva specificato che l'uomo doveva essere sempre sorvegliato «per prevenire possibili gesti autolesionistici», si legge nel documento giudiziario datato 4 gennaio 2022. Quattro giorni prima, la sera di Capodanno, l'uomo, a cui il figlioletto era stato affidato per trascorrere la giornata di festa, prima di far ritorno dalla mamma, Silvia Gaggini, dalla quale Paitoni si era separato con estrema riluttanza, aveva chiesto all'anziano padre di aspettarsi una «sorpresa di Daniele» nella sua stanza, con la tv accesa. L'uomo, con problemi di udito, aveva acconsentito, di fatto allontanandosi dalla camera da letto del figlio. A quel punto Paitoni, con la scusa di una merendina, aveva attirato il figlio, lo aveva sorpreso alle spalle chiudendogli la bocca con del nastro adesivo, per poi sgozzarlo con un coltello. Poi ha chiuso il suo corpo senza vita nell'armadio, ed era uscito di casa, diretto a Gazzada Schianno (Varese). Arrivato sotto casa dei suoceri, fingendo di avere con sé il figlioletto, ha suonato alla porta della ex moglie, per poi colpirla con numerose coltellate al volto e al torace. Durante la fuga verso la Svizzera, dove è stato raggiunto e arrestato, aveva inviato un messaggio vocale al padre, chiedendogli di non aprire il suo armadio. Il resto è una triste storia nota.

 

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 12:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci