Risolto definitivamente il problema dei fuoribordo 40 cv. Via libera a tutti senza patente nautica

Lunedì 16 Marzo 2020 di Sergio Troise
Un motore Evinrude da 40 cavalli

ROMA - Sulla piccola nautica, quella circoscritta ai natanti di dimensioni ridotte e con motorizzazioni fuoribordo di potenza non superiore a 40 cavalli, gravava da tempo una spada di Damocle: per un malaugurato errore contenuto nel testo del Codice della Nautica, infatti, la legge sull’obbligo di patente non risultava essere uguale per tutti. I proprietari di motori Evinrude, e la stessa celeberrima azienda americana, si erano ritrovati improvvisamente non in regola con la normativa e dunque esclusi dalla possibilità di navigazione senza patente.

Dopo due consecutivi provvedimenti provvisori, il Parlamento ha finalmente sbloccato la situazione in via definitiva: per la conduzione di motori 2 tempi a iniezione entro i 900 cc di cilindrata (precedentemente 750 cc) non è più necessaria la patente nautica.

Che cosa è successo? Con la revisione del Codice della nautica avvenuta nel febbraio 2018, era stato previsto che fosse obbligatoria la patente nautica (fino ad allora non richiesta) per i motori entro 30 Kw (40,8 cv) che avessero architettura a 2 tempi e cilindrata superiore a 750 cc. In pratica, gli unici motori così concepiti erano gli Evinrude E-Tec 40. Facile immaginare il danno sia per i diportisti che già erano in possesso di quel motore, sia per l’azienda stessa, che non poteva più proporli sul mercato italiano dei “senza patente”.

Da quel momento, l’azienda americana si è data da fare, sia tramite la propria divisione europea, sia a livello italiano, per ovviare a questa anomalia. E per far valere le proprie ragioni ha potuto contare anche sull’apporto dell’allora UCINA (oggi Confindustria nautica) battutasi con vigore per rimettere le cose a posto. Dopo due proroghe, che hanno attenuato il clima d’incertezza e consentito di sospendere l’adozione della norma, la situazione ha trovato ora una definizione certa.

I termini sono stati rivisti infatti con la modifica all’articolo di legge, in vigore dal primo marzo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio. Ora i motori 2 tempi a iniezione diretta entro i 30 Kw non richiedono patente se di cilindrata entro i 900 cc e il limite di 750 cc resta solo per i 2 tempi a carburatore. L’Evinrude E-Tec 40, con una cilindrata di 864 cc e il sistema di iniezione diretta E-Tec, può quindi essere utilizzato senza obbligo di patente nautica.

In una nota grondante soddisfazione diffusa dalla filiazione italiana della Casa americana, si legge: “Evinrude ha sempre creduto nell’architettura a 2 tempi sviluppata con il supporto delle più moderne tecnologie, con l’obiettivo di realizzare motori fuoribordo caratterizzati da livelli di consumi contenuti ed emissioni estremamente ridotte, a tutto beneficio dell’ambiente. Da oggi i diportisti che scelgono un Evinrude E-Tec 40 per la sua tecnologia pulita, oltre che per le elevate prestazioni, così come coloro che già lo possiedono, possono stare tranquilli: con una cilindrata di 864 cc e il sistema di iniezione diretta E-Tec, il nostro motore può essere utilizzato liberamente senza obbligo di patente nautica”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Confindustria nautica, che sulla questione si è spesa non poco, grazie soprattutto all’impegno del delegato alle relazioni istituzionali Roberto Neglia. “Un risultato importante – si legge in un comunicato diffuso da Genova – a favore degli utenti della piccola nautica e delle società di locazione e noleggio di natanti, che rilancia il settore e premia l’impegno e il lavoro di confronto con il Governo svolto negli ultimi due anni e proseguito anche dopo l’approvazione del nuovo Codice della nautica”.

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 11:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA