​FAKE: Huawei non può fare a meno di Android

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​FAKE: Huawei non può  fare a meno di Android

di Francesco Malfetano

Quando Google ha annunciato che avrebbe privato il più grande produttore al mondo di smartphone, Huawei ovviamente, del proprio sistema operativo in rete si è scatenato l’inferno. Tutti i possessori di un device del colosso cinese (per dire in Italia, solo nel 2018, ne sono stati acquistati 5 milioni) hanno iniziato a pensare che da un giorno all’altro il loro performante smartphone si era trasformato in un lussuoso fermacarte. Un timore che ormai abbiamo capito essere tutto sommato infondato per i dispositivi già venduti. Almeno per i prossimi mesi non dovrebbero esserci problemi di nessun tipo.

Non si può dire la stessa cosa per i nuovi smartphone di Huawei. Non poter preinstallare il più stabile tra i sistemi operativi, Android appunto, può rappresentare un grosso limite per il colosso cinese. Tuttavia esiste un’alternativa. Si chiama Hongmeng (o Kirin Os) ed è il software proprietario a cui il team di ricerca e sviluppo di Huawei sta lavorando fin dal 2012. Un periodo di sviluppo piuttosto breve rispetto alla concorrenza (Google lavora ad Android dal 2008), che però non sembra affatto scoraggiare Ren Zhengfei, fondatore dell’azienda di Shenzhen:  «Gli Stati Uniti sottovalutano le nostre capacità» ha infatti avvertito, assicurando come «la società è in grado di continuare a fornire prodotti e servizi» e come «le sanzioni statunitensi non danneggeranno il core business aziendale». Parole pensare proprio a un'immediata accelerazione dell'ambizioso progetto che potrebbe trasformarsi in un boomerang non solo per Google ma anche per Apple. Entrambe infatti vedrebbero arrivare sul mercato un sistema operativo concorrente capace di insidiare la posizione dominante dei propri software.

Tuttavia quest'ultima ipotesi è un’eventualità al momento remota. Più che l’Os di per sé infatti, la vera sfida che si pone dinanzi a Huawei è quella della creazione di un ecosistema vero e propio. Vale a dire un universo strutturato basato su Hongmeng capace di offrire il maggior numero possibile di app e servizi ai  propri clienti. Un'operazione per niente facile come si è già visto in passato con il fallimento di Windows Phone, potrebbe facilmente instaurarsi un circolo vizioso: un sistema operativo poco diffuso non attira gli sviluppatori che quindi non creano app; l’assenza di app non permette al software di diffondersi. Con ogni probabilità però, Huawei penserà anche a questo.







 
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Domenica 26 Maggio 2019, 21:26






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3 di 3 commenti presenti
2019-05-30 09:22:04
Non è facile imporre un prodotto in un mercato consolidato, anche disponendo delle qualità tecniche migliori. Ad esempio il VHS era il PEGGIORE tra gli standard home video, lo stesso windows per lunghi anni è stato un SO ai limiti della decenza, lo stesso android si è imposto per estinzione dei concorrenti quando era ancora un SO di livello amatoriale. Comunque al giorno d'oggi uomini e donne di stile adottano un telefono solo-voce con piccolo display lCD di stampo minimalista-vintage, a rimarcare il loro affrancamento dallo stato iperconnesso, la padronanza del tempo di vita. Essi hanno il tempo di VIVERE le cose direttamente senza doverle surrogare attraverso un display, i loro pareri e la loro compagnia sono richiesti e considerati senza la necessita' di disseminarli compulsivamente sui social, come pure il loro stile di vita.
2019-05-28 09:16:54
il problema non credo sia android, che è open source, ma google, gmail e lo store, ossia le app.
2019-05-27 19:29:44
la questione di Android con il produttore cinese di smartphone evidenzia e lascia irrisolto un problema enorme: i sistemi operativi si producono negli stati uniti. Questo vuol dire che qualsiasi dispostivo, domani, potrebbe diventare una mattonella molto costosa ed inutile. Verrebbe la pena, come gia' e' per i computer, realizzare del vero software opensource e libero che garantisca tutti, produttori e utenti: ci aveva provato mozilla a produrre un SO per smartphone ma e' stata rapidamente boicottata. Se domani anche i coreani venissero boicottati, il mio cel coreano, potrebbe risultare inutile. Sicuri che noi europei non ci dobbiamo tutelare?