A 81 anni sul trattore da mattina a sera: «Vivo con 600 euro di pensione»

Guerrino Schiavonetti sul suo trattore

di Giancarlo Noviello

CAMPODARSEGO - Ad ottantuno anni quasi tutti i padovani sono in casa a godersi la tanta agognata e meritata pensione. Guerrino Schiavonetti no: lui ama follemente l’agricoltura e passa le sue giornate ancora in mezzo ai campi, spesso da mattina a sera. La sua è una storia singolare: aveva una fattoria in via Muson a Campodarsego ma il patrimonio è svanito nel nulla a causa di un doloroso fallimento. La perdita di capi di bestiame è stata davvero considerevole: aveva 103 bestie, di cui 42 mucche e 61 tori, tutti regolarmente iscritti all’Ulss di Camposampiero. 

Oggi Guerrino Schiavonetti pur tra molte difficoltà e con una partita Iva ancora aperta, si dedica alla coltivazione di cereali e sementi. La sua è una tradizione famigliare e lui non vuol saperne in alcun modo di cedere il passo. Da padre in figlio, da nonno in nipote, il fattore comune della famiglia Schiavonetti è stato crederci ancora, nonostante tutto. 
«Nel 1970 ho iniziato a gestire la fattoria agricola a conduzione familiare, - spiega Guerrino Schiavonetti , padre di quattro figli, con una moglie invalida al 100% da più di vent’anni -. La nostra azienda agricola era nata dall’intuizione dei miei avi, che hanno sempre coltivato la terra nel rispetto della natura e dei valori sani. La vita da agricoltore richiedeva molti sacrifici, ma dava soddisfazioni».

Tante ore di sudore, ma con la gratificazione di un lavoro a contatto con la natura, e con una paga molto alta che, in alcuni mesi, raggiungeva gli otto milioni di lire. Erano i cosiddetti “anni d’oro”, tra il 1970 e il 1980. Al guadagno di 37 centesimi di lira su ogni litro di latte, se ne aggiungevano ulteriori quindici come contributo governativo. Al giorno d’oggi, invece, quelle cifre sono un miraggio. «Devo vivere con 600 euro al mese, ma cerco di non farmi mancare nulla, pur tra mille difficoltà. Al giorno d’oggi –conclude Guerrino Schiavonetti -, è molto complicato condurre un podere. I tempi d’oro sono lontani, ma la natura è la mia vita». È con questo spirito che, ad ottantuno anni e dopo un fallimento che ha lasciato il segno, Guerrino è ancora con le maniche rimboccate. Chinato sulla sua amata terra.
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Lunedì 2 Luglio 2018, 08:45






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5 di 32 commenti presenti
2018-07-02 16:34:41
Pessimo esempio di imprenditore veneto.
2018-07-02 16:28:50
Stessa pensione del contadino delle mie zone...prima dell avvento delle fognature,tra le decine di altre cose,svuotava vasche acque nere a 50 mila lire...esentasse naturalmente. Sposta i soldi con la forca per non farli inumidire...
2018-07-02 16:04:34
No all'imprenditore sprovveduto. Ma non ditelo a salvini. Lo rende così felice dare la colpa di tutto al PD e a Renzi ecc., e i leghisti applaudono a così tanto sapere.
2018-07-02 15:44:37
Solite parole-parole, sostanza zero come molto spesso accadde nelle vicende imprenditoriali o presunte tali in veneto. Primo: perchè ha fallito? Secondo: dove sono stati spesi i soldi presi negli anni d'oro? Terzo: si legge spesso di imprenditori veneti falliti, un po come è successo a molte attività imprenditoriali della lega. Non è che per caso sia il preludio al secondo fallimento dell'Italia dopo quello del 2011 causato guarda un po anche quello dalla lega e fi?
2018-07-02 15:23:23
Tipico esempio di imprenditore sprovveduto. Le cose vanno bene: investo. Le cose cominciano a vacillare: investo. Le cose vanno male ed il lavoro rende poco: investo. Programmazione degli investimenti aziendali: nessuna. Aggiungiamoci turni di lavoro da 13 ore al giorno 7 su 7: tutte rigorosamente a testa bassa. Ed arriva immancabile il fallimento (che probabilmente gli decurta parte della pensione). A chi diamo la colpa 'sta volta? Banche? Governo? Migranti?