Dazi, rottura Usa-Cina: Trump contro Pechino, Wall Street a picco

PER APPROFONDIRE: cina, dazi, pechino, trump
Dazi, rottura Usa-Cina: Trump contro Pechino, Wall Street a picco
La vendetta della Cina contro i dazi di Trump manda a picco, oltre a Wall Street, anche le borse merci, con le quotazioni di tutti I principali prodotti agricoli in caduta libera, dalla soia al mais, dal grano alla carne.

È l'allarme lanciato dalla Coldiretti sull'andamento dei mercati future al Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale per il commercio agricolo, dopo l'annuncio di nuovi dazi cinesi su 60 miliardi di beni americani, tra i quali molti prodotti dell'agricoltura Usa. «Il nuovo round negoziale con la Cina sta costando caro agli agricoltori americani, con le esportazioni di soia in Cina che - sottolinea la Coldiretti - sono scese a un minimo degli ultimi 16 anni nel 2018, mentre i prezzi futures al Chicago Board of Trade hanno raggiunto i minimi degli ultimi 11 anni».

«Una guerra planetaria che - continua la Coldiretti - rischia di sconvolgere gli equilibri commerciali internazionali, e va quindi attentamente monitorata da parte dell'Unione Europea, per verificare l'opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie anche a livello comunitario».




Nonostante le minacce di Trump la Cina ha optato per le ritorsioni commerciali dopo che venerdì gli Usa avevano alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Pechino ha fatto sapere che dal primo giugno prossimo alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. Sono 2.493 i beni Made in Usa colpiti.

La Cina sarà «colpita in modo molto duro» se non sarà raggiunto un accordo commerciale con gli Stati Uniti, aveva avvertito Donald Trump rivolgendosi direttamente a Xi Jinping in un tweet. «Io dico in modo aperto al presidente cinese e a tutti i miei molti amici in Cina che il suo Paese sarà colpito in modo molto duro se non farete un accordo, perché le società saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi», ha scritto Trump, aggiungendo che i nuovi dazi renderebbero «troppo caro comprare in Cina». «Avevate un grande accordo, quasi completato, ed avete fatto marcia indietro», ha detto ancora tornando ad accusare Pechino di aver mandato all'aria negoziati quasi conclusi.


Trump si è rivolto anche ai consumatori americani: «Non c'è alcun motivo per pagare i dazi. Possono essere completamente evitati se si acquistano prodotti da Paesi che non hanno tariffe o se si acquistano prodotti americani». «Molte aziende potrebbero lasciare la Cina per il Vietnam o altri paesi asiatici. Non resterà nessuno in Cina per fare affari. Molto male per la Cina, molto bene per gli Stati Uniti! La Cina si è approfittata di noi per molti anni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 13 Maggio 2019, 14:46






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Dazi, rottura Usa-Cina: Trump contro Pechino, Wall Street a picco
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2019-05-14 21:58:05
....intanto gli USA guadagnano miliardi che poi andranno ad investire...altrove....!
2019-05-14 21:15:13
......donald ti stressa....ma pompeo....no......!
2019-05-13 22:33:14
....gli americani hanno inventato la cina, dopo aver inventato il giappore,stessi sistemi, anzi peggio, poiche’ un sacco di ditte prettamente americane come quella dei tessuti (molta mano d’opera) avevano traslocato in cina per il costo irrisorio della mano d'opera, pertanto rimportavano gli stessi prodotti ed ovviamente facevano tenere le tariffe doganali basse, ora lavorano col vietnam,pakistan,india….a prezzi ancora piu’ bassi….sara’ sempre cosi……,come col canada e messico,…anni fa il soave g.w. bush aveva alzato unilateralmente ,il dazio per il legname canadese del 30%,dal’oggi all’indomani, in barba al trattato nafta perche’ i produttori americani di legnami erano andati a piangere da lui….ed il canada e’ uno stato amico…..!
2019-05-13 19:59:17
Ho sempre diffidato ellintelligenza degli americani, specialmente di quella politica. Lo abbiamo visto con la pistola fumante del Bush che ha devastato il mediorientale e dato un instabilità che dura da vent'anni. Ora c'è il povero Donald altro intelligenza eccelsa, prove di guerra con la Corea del Nord, prove di guerra con lira, e guerra commerciale con la Cina. Peccato che la Cina detenga un bel po' di debito usa, un bel po' di miliardi di dollari. Chissà cosa penserà il parrucchiere arancione quando i cinesi non compreranno più Tbon usa e inizieranno a sbarazzarsi di quelli che hanno in banca. Naturalmente la Cina non è sola in questa manovra ma come succede anche gli stati "satellite" inizieranno tale manovra. Il risultato Donald diventerà più ricco ancora il resto del mondo subirà le conseguenze. L'europa? La commissione europea? Gli stati UE, non pervenuti sono diversamente affacendati.
2019-05-14 00:54:13
Come mai non lo fanno gia' adesso? Per amicizia? Per simpatia? No, vero? Proprio perche' la cina possiede una quantita' enorme del debito americano, non puo' pensare di venderlo tutto alle attuali quotazioni, perche' non troverebbe compratori a sufficienza. Se invece ne vende una parte consistente, la quotazione crolla, e la parte che le resta in mano si deprezza di brutto. Quanto ai dazi, la cina esporta negli Stati Uniti molto di piu' di quanto importa, dunque: se l'uno e l'altro impongono dazi, a parita' di percentuale gli Stati Uniti ci guadagnano una vagonata di miliardi. E questa e' solo una parte del contenzioso.