Carlo III, la visita a Subiaco nel 1990 e quell'idea di comprare una villa per Lady Diana. Il “no” a Gina Lollobrigida

Una tre giorni sublacense dell’allora Carlo d’Inghilterra raccontata da chi lo accompagnò in questo tour, tra arte, storia e natura

Lunedì 19 Settembre 2022 di Antonio Scattoni
CARLO DI INGHILTERRA TRE GIORNI AL SACRO SPECO A SUBIACO

Il Re di Inghilterra Carlo III affascinato dai Monasteri Benedettini di Subiaco, città della Valle dell’Aniene a nord est della Capitale. Da principe del Galles, riccco di castelli e monasteri, rimase colpito da giovane dal Sacro Speco che svetta in cielo sul Monte Taleo: prima la visita ad Anticoli Corrado con il padre Filippo, poi Carlo tornò a girare un documentario con la BBC a febbraio del 1990. I componenti della famiglia reale inglese visitarono Anticoli, paese delle modelle, perché una donna anticolana era dama di compagnia a corte.

«Quella visita non fu dimenticata da Filippo di Edimburgo - dice l’architetto Giorgio Orlandi che accompagnò Carlo nella tre giorni al Sacro Speco - e quando Filippo diventò presidente mondiale del WWF chiese a Carlo di tornare a Subiaco con la BBC e girare un documentario del Sacro Speco».  

Carlo III, l'arrivo a Subiaco a metà del 1990

Arrivò a Subiaco a metà febbraio del 1990 e visitò la locale cartiera gestita da una società inglese. Una tre giorni sublacense dell’allora Carlo d’Inghilterra raccontata da chi lo accompagnò in questo tour, tra arte, storia e natura per immortalare il monumento simbolo di Subiaco, dove il Santo di Norcia in meditazione per tre anni, elaborò la sua regola, “Ora et Labora”. Un paesaggio che rimase impresso a Filippo di Edimburgo e come presidente mondiale del WWF nel 1990 chiese all’allora principe Carlo di girare un documentario sul Sacro Speco (ora candidato a sito Unesco). «Le riprese durarono tre giorni e Carlo era il conduttore della troupe della BBC – ricorda l’architetto Orlandi – Il Sacro Speco fu considerato un monumento italiano che non aveva deturpato il paesaggio e fu l’unico ripreso dal Re di Inghilterra in Italia, poi ne girò altri in vari paesi nel mondo». 

L'architetto 

Ma l’architetto Orlandi, grande amico dell’attrice Gina Lollobrigida, sublacense doc, pensò anche ad una sorpresa per Carlo, fargli trovare la “Bersagliera”: «In effetti volevo portarla – ricorda Giorgio Orlandi – ma mi dissero che era una visita privata e non era possibile». Una tre giorni dove il Principe di Inghilterra fece mille domande all’architetto, per scoprire, filmare e raccontare la storia e l’arte di questo monumento, unico al  mondo per la sua posizione. «In effetti è un grande amante dell’arte – dice Giorgio – e  cercava sempre i particolari di affreschi e storia del Sacro Speco». I monaci gli avevano preparato un pranzo con prodotti del posto e anche l’amaro con le erbe del Monte Taleo: «Mangiò invece i suoi tramezzini al chiostro – ricorda l’architetto - contenuti in un piccolo frigo».

La villa per Lady D

Ad accoglierlo l’allora Abate Dom Stanislao Andreotti, una tre giorni che iniziò con una visita alla locale cartiera gestita da una società inglese e gli fu regalato il libro dei 500 anni dell’industria, scritto proprio dall'architetto Giorgio Orlandi. Nella sua visita aveva pensato anche a Diana: «Voleva regalargli una villa con un grande parco agli Altipiani di Arcinazzo – ricorda Giorgio – una notte rimase a dormire a Subiaco nella roulotte reale parcheggiata ai Monasteri, infatti andai molto presto ed era già sul posto con la troupe della BBC, le altre notti, invece, le passò all'ambasciata a Roma e la mattina veniva a Subiaco». Chiaramente come racconta l’architetto, l’allora principe Carlo non aveva dimenticato nemmeno Anticoli Corrado e fece visita anche  al paese delle modelle.

Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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