Quota 100 costa troppo, allarme pensioni. «Così assegni più bassi di 6 punti»

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Quota 100 costa troppo, allarme pensioni. «Così assegni più bassi di 6 punti»

di Andrea Bassi


ROMA Il sistema pensionistico italiano scricchiola sotto il peso di Quota 100, l'uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi introdotta dal primo governo Conte. Nei prossimi diciotto anni, dal 2019 fino al 2038, il conto complessivo che peserà sulle casse dello Stato rischia di toccare i 63 miliardi di euro. Solo nei prossimi due anni l'eborso potrebbe essere di quasi 9 miliardi di euro (8,8 per l'esattezza). Il rapporto della sepsa pensionistica rispetto al Pil salirà di nuovo al 15,9%, il livello massimo toccato nel 2013. L'allarme emerge dall'analisi sull'andamento della spesa pensionistica e sanitaria reso pubblico ieri dalla Ragioneria Generale dello Stato.

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Un documento che i tecnici del ministero dell'Economia pubblicano ogni anno per verificare la sostenibilità delle due principali voci di uscita del bilancio pubblico. La manovra dello scorso anno che ha introdotto Quota 100 è finita sotto la lente anche, se non soprattutto, per un'altra norma inserita nella scorsa finanziaria: il congelamento dell'adeguamento all'aspettativa di vita dell'età contributiva. Fino al 2026 si potrà andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne attraverso, però, una finestra mobile di tre mesi. Queste età sarebbero dovute crescere lo scorso anno al pari dell'aspettativa di vita. Il governo, invece, le ha bloccate.
 
 

IL PILASTRO
Legare l'uscita verso la pensione anche agli incrementi della speranza di vita, si legge nel rapporto della Ragioneria, è un pilastro fondamentale per la sostenibilità del sistema previdenziale. Sempre secondo la Ragioneria, «il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico previsto dalla normativa vigente sono stati valutati con estremo favore dagli Organismi internazionali e, in primo luogo, in ambito europeo». La presenza di tali automatismi, si legge nel Rapporto, «costituisce, infatti, uno dei fondamentali parametri di valutazione dei sistemi pensionistici specie per i paesi con alto debito pubblico come l'Italia.

Ciò non solo perché la previsione di requisiti minimi, coerenti con le esigenze di equilibrio finanziario del sistema pensionistico, costituisce una condizione irrinunciabile ai fini del perseguimento della sostenibilità, ma anche perché rappresenta la misura più efficace per sostenere il livello delle prestazioni, in un contesto di invecchiamento della popolazione». Quest'ultimo passaggio è particolarmente importante.
In un contesto in cui il calcolo della pensione è totalmente retributivo, i tassi di sostituzione tra l'ultima retribuzione percepita e la pensione, tendono a diminuire nel tempo. Un lavoratore dipendente che andrà in pensione tra 30 anni, percepirà in media tra il 60 e il 70 per cento dell'ultima retribuzione. Lavorare più tempo significa percepire un assegno maggiore. Anche per questo, probabilmente, Quota 100 ha avuto meno successo di quanto non avesse previsto il governo. Secondo il rapporto della Ragioneria, chi anticipa il pensionamento a 62 anni con 38 di contributi, ha un peggioramento di 6 punti del tasso di sostituzione. Chi lascia il lavoro normalmente, a 67 anni di età, ha un tasso di sostituzione tra l'ultima retribuzione e la pensione di circa l'82%. Chi usa lo scivolo di Quota 100 riceve mediamente il 76% dell'ultima retribuzione.
 


LE REAZIONI
Il dossier della Ragioneria non è piaciuto ai sindacati. «Le previsioni della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa previdenziale italiana», ha detto il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, «come al solito secondo noi sovrastimate, non modificano un quadro complessivo che vedrà certamente nei prossimi anni un incremento della spesa, soprattutto per ragioni demografiche». «Il nostro sistema previdenziale è sostenibile nel presente e nel futuro», gli ha fatto eco Domenico Proietti della Uil.
 
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Giovedì 12 Settembre 2019, 10:54






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5 di 11 commenti presenti
2019-09-13 16:51:36
A 90 vi ci siete messi da soli grazie al grande salvini.
2019-09-13 14:54:01
Mi fa molto piacere la conferma che la quota cento porterà un abbassamento delle pensioni ai lavoratori e agli imprenditori leghisti. La giustizia esiste.
2019-09-13 04:18:54
Spese pazze Piemonte, condannato a 11 mesi il capogruppo della Lega Molinari. Un anno e 7 mesi a ex governatore Cota. E uno di questi gridava ieri...DIGNITA...DIGNITA...MA VERGOGNATEVI
2019-09-12 21:04:55
Premesso che Quota 100 e il Reddito e le Pensioni di Cittadinanza sono due iniziative del M5S, checché ne dica qualcuno, l’On. Luigi Di Maio, Ministro e Leader del M5S, ha ribadito che non saranno riviste e ritoccate.
2019-09-12 18:55:04
se toccano quota cento..migranti..sicurezza....addio governo 5 stelle--PD non si puo pensare di governare senza il consenso dei cittadini, supponendo, un po per presunzione di essere dalla parte della ragione... oggi la politica è come un negozio spendi il tuo voto per comprare un prodotto che ti serve, il PD è ancora ragiona alla vecchia maniera