Ue, Ursula von der Leyen si prepara alla prova dello stato dell'Unione

Giovedì 9 Settembre 2021
Ue, Ursula von der Leyen si prepara alla prova dello stato dell'Unione

(Teleborsa) - Mercoledì prossimo la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, è attesa dal discorso sullo stato dell'Unione di fronte alla plenaria del Parlamento Ue. Si attendono le parole della numero uno della Commissione Ue su pandemia, ripresa economica, migrazioni, Stato di diritto ed emergenze internazionali, a partire dall'Afghanistan.

Su questi dossier i presidenti dei gruppi Ecr e Identità e democrazia, che non sostengono la 'maggioranza Ursula', sono pronti a fare opposizione. "Non abbiamo bisogno di un super-Stato, o dell'imposizione di un'agenda federalista, ma di un'Europa che metta al centro della sua azione cittadini e imprese e che rafforzi la cooperazione tra gli Stati membri nel rispetto del principio di sussidiarietà", ha avvertito l'eurodeputato di Fratelli d'Italia e co-presidente del gruppo Ecr, Raffaele Fitto, alla riunione dei presidenti del Pe con la leader comunitaria. Il rappresentante di Identità e democrazia,invece, oltre a bocciare il patto sulle migrazioni, ha ricordato che il suo gruppo è contrario a qualsiasi debito aggiuntivo o competenza fiscale per l'Ue.

La Sinistra Gue ha posto l'accento su pandemia e vaccini, con la richiesta di maggiore trasparenza sui contratti e sottolineando la carenza di forniture fuori dall'Ue, in particolare in Africa. I Verdi hanno chiesto di accelerare sul pacchetto clima mentre il PPE si è soffermato sulla necessità di dare priorità alla crisi afghana, dal punto di vista migratorio ma anche geopolitico e difensivo. Dieci le priorità evidenziate dagli S&D, a partire da una legge europea comprensiva contro la povertà, fino allo sviluppo di un meccanismo dell'Ue efficace in materia di democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali. Temi quest'ultimi evocati anche da Renew, che ha posto l'accento anche sull'Unione della Sanità e sulla necessità di andare avanti sulla politica di difesa comune.

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