Tasse scolastiche e contributi volontari, quando si pagano (anche a rate) e chi è esonerato

Venerdì 19 Novembre 2021 di R. Ec.
Tasse scolastiche e contributi volontari, quando si pagano (anche a rate) e chi è esonerato

Come ogni anno i mesi autunnali e i primi invernali sono il periodo clou per le tasse scolastiche e i contributi volontari. Tra iscrizione, frequenza, sami e diplomi, sono diversi i pagamenti richiesti alle famiglie per tenere i propri figli nelle scuole e fargli avere diversi servizi. Per merito, motivi economici o per appartenenza a speciali categorie di beneficiari, però, si può accedere ad un esonero. Non tutti, quindi, sono tenuti a pagare. Vediamo nel dettaglio quali sono gli importi dovuti, quali quelli richiesti, ma non obbligatori.

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Tasse scolastiche, come pagare

Le tasse scolastiche sono dovute per il quarto e quinto anno degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado (licei e istituti tecnici). Gli importi sono: tassa di iscrizione 6,04 euro; tassa di frequenza 15,13 euro; tassa per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di maturità e di abilitazione 12,09 euro; tassa di rilascio dei relativi diplomi 15,13 euro.

 

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Questi importi evono essere versati, precisando la causale, sul c.c.p. n. 1016 intestato all'Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara, utilizzando i bollettini disponibili presso gli uffici postali oppure attraverso bonifico bancario: Agenzia delle Entrate - Centro operativo di Pescara - Tasse scolastiche- Iban: IT45 R 0760103200 000000001016. Si può poi pagare le tasse tramite il modello F 24 utilizzando i codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate. In alternativa, è possibile versare le tasse con avvisi di pagamento a valere sul conto corrente 1016, intestato all’Agenzia delle Entrate, emessi da istituzioni scolastiche che utilizzano il sistema dei pagamenti telematici “Pago in Rete”, messo a disposizione dal ministero, e collegato a pagoPA.

Il primo balzello da pagare è quello per l'iscrizione ad un corso di studi secondari, dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente.  Si paga a inizio anno, vale per l'intera durata del ciclo, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all'Erario. C'è poi la tassa di esame: deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). Il pagamento non è rateizzabile. E ancora: la tassa di diploma. Deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. Serve per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica.

 

Tassa di frequenza: prossima rata a dicembre

La tassa di frequenza, invece, deve essere versata ogni anno, dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente, e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile. L'imposto deve essere pagato per intero sia nel caso che l'alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il versamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola.

 

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L'esonero dal pagamento

L'esonero dal pagamento delle tasse scolastiche, come detto, può essere consentito per merito, motivi economici e appartenenza a speciali categorie di beneficiari. Questi tipi di esonero valgono per tutte le tasse scolastiche. 

Per merito, sono esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche gli studenti che abbiano conseguito una votazione non inferiore alla media di otto decimi negli scrutini finali. Per motivi economici, serve un Isee pari o inferiore a 20mila euro. Per appartenenza a speciali categorie di beneficiari, sono dispensati gli alunni e i candidati che rientrino in una delle seguenti categorie: a) orfani di guerra, di caduti per la lotta di liberazione, di civili caduti per fatti di guerra, di caduti per causa di servizio o di lavoro; b) figli di mutilati o invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, di militari dichiarati dispersi, di mutilati o di invalidi civili per fatti di guerra, di mutilati o invalidi per causa di servizio o di lavoro; c) ciechi civili.

 

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L’esonero è concesso inoltre a coloro che siano essi stessi mutilati od invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, mutilati od invalidi civili per fatti di guerra, mutilati od invalidi per causa di servizio o di lavoro.  
Per ottenere l'esonero dal pagamento delle tasse scolastiche è necessario aver ottenuto un voto di comportamento non inferiore a otto decimi. Inoltre il beneficio per ottenere l'esonero decade per gli studenti che hanno ricevuto una sanzione  disciplinare superiore a cinque giorni di sospensione, nonché per i ripetenti, tranne i casi di comprovata infermità.

 

I contributi volontari

Ci sono poi i contributi scolastici, assolutamente volontari e non obbligatori da parte delle famiglie. Quest'ultime devono essere informate sulla destinazione dei pagamenti, così da conoscere le attività che saranno finanziate, che devono essere coerenti con il piano d'offerta formativa dell'istituto. Le voci di spesa cui vengono destinate le entrate devono essere pubblicate dalla scuola ogni anno sul proprio sito.

 

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I contributi scolastici sono deliberati dai consigli di istituto. Possono servire per attività curriculari e quelle connesse all'assolvimento dell'obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro). Non si può obbligare al loro pagamento, a meno di rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per Rc e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Non si può, dunque, subordinare l'iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo.

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA