Superbonus 110 verso la proroga sino a fine anno: governo valuta estensione a dicembre. ​Extra-profitti, aliquota al 50%

Per il 2023 scatta un prelievo straordinario sulle società energetiche: gettito 2,6 miliardi

Lunedì 28 Novembre 2022 di Luca Cifoni e Michele Di Branco
Superbonus 110 verso la proroga sino a fine anno: governo valuta estensione a dicembre. Extra-profitti, tassa sdoppiata

Pressing sul governo per il superbonus, mentre l’esecutivo cerca di chiudere la legge di Bilancio, attesa alla Camera nella giornata di oggi. Sul testo ci sono ancora vari nodi da sciogliere, ma è forte anche l’esigenza di accelerare i tempi, per consentire un minimo di esame parlamentare effettivo. Per questa settimana sono in calendario le audizioni (venerdì quella del ministro Giancarlo Giorgetti).
Anche il dossier superbonus è urgente. I termini di legge per presentare al Comune la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) sono scaduti la scorsa settimana e solo chi è riuscito a caricare sui siti tutti i documenti otterrà ancora il maxisconto. Ma la partita potrebbe non essere ancora chiusa. I siti web delle amministrazioni locali sono state prese d’assalto e in molti casi sono andati in tilt, tanto che amministratori di condominio e professionisti, in tutto il Paese, si lamentano per non essere riusciti ad effettuare le operazioni. Un bel guaio perché aver mancato questo passaggio, per i condomini, vuol dire dover dare l’addio al Superbonus nella formula che abbiamo conosciuto per due anni, cioè lo sconto del 110% sui lavori di efficientamento energetico.

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L’INCENTIVO

Così, in queste ore, si stanno moltiplicando gli appelli affinché sia concessa una proroga che arrivi almeno fino al 31 dicembre. Una opportunità che, non a caso, diverse forze politiche anche di maggioranza, come Forza Italia, chiedevano già da settimane. Secondo quanto filtra, l’esecutivo sta seriamente valutando questa opzione. La fine dell’incentivo al 110% è stata scritta nel decreto Aiuti quater, ovvero il primo provvedimento di sostegni economici approvato dal nuovo governo due settimane fa. Il testo ha anticipato al 1 gennaio 2023 il taglio dal 110% al 90%, già previsto dall’esecutivo Draghi per il 2024. E ha fissato, appunto, la data del 25 novembre come giorno ultimo per avviare ufficialmente i lavori in condomini e villette che potranno usare ancora il vecchio bonus. È stata una vera corsa contro il tempo per molti condomini, che hanno avuto solo due settimane per deliberare i lavori da realizzare, preparare i documenti, e caricarli sui siti dei vari Comuni. Creando un intasamento sui portali che in alcuni casi, come quello del Comune di Napoli, ma non solo, sono andati in tilt. Cosa che ha spinto l’amministrazione ad accettare le numerose Cila anche via pec. Adesso, per chi vuole effettuare lavori edilizi nella propria abitazione, le regole cambiano: lo sconto al 110% resta solo per la parte di opere realizzate fino a fine 2022, mentre dal 1 gennaio 2023 l’aliquota scende al 90%. Inoltre, da gennaio si riduce la platea dei beneficiari: potranno accedervi soltanto i condomini, oppure i proprietari di villette che hanno un Isee sotto i 15 mila euro, calcolato tenendo conto del quoziente familiare, ovvero del numero dei componenti. La riduzione del Superbonus farà risparmiare allo Stato 4,5 miliardi di euro, come spiega la relazione tecnica che accompagna il decreto Aiuti quater in discussione in Senato. Il calcolo si basa sull’ipotesi che i lavori condominiali si ridurranno del 20%, a causa del minor incentivo. L’ultimo decreto aiuti prevede anche più tempo per le villette unifamiliari per usufruire del Superbonus al 110%. L’agevolazione, per quelle che hanno effettuato almeno il 30% dei lavori complessivi al 30 settembre 2022, viene estesa dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023. Con un costo per lo Stato di 270,3 milioni di euro.

Intanto dovrebbe trovare una forma definitiva la legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri una settimana fa. Tra i nodi da sciogliere quello delle coperture: nella tabella inserita nel Documento di programmatico di bilancio ben sei miliardi sono legati ad «altre entrate» che devono essere ancora definite nel dettaglio. Un quota consistente, pari a 2,6 miliardi per il 2023, arriverà dal nuovo prelievo sugli extra-profitti delle imprese energetiche. Nel testo ormai quasi finale del provvedimento sembra sia stata abbandonata l’idea, ventilata qualche giorno fa anche dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, di prevedere insieme il ridisegno del tributo voluto dal governo Draghi (osteggiato dalle imprese) e la definizione di una nuova imposta. Nasce quindi un “contributo di solidarietà temporaneo” solo per il prossimo anno, che in linea con il Regolamento dell’Unione europea andrà a colpire gli utili effettivi e non più gli importi delle liquidazioni periodiche Iva. Più precisamente, l’aliquota del 50 per cento si applicherà sulla quota di reddito Ires che eccede per almeno il 10 per cento la media dei redditi 2018-2021.

IL LIMITE

L’ammontare del contributo straordinario, in ogni caso, non può essere superiore a una quota pari al 25 per cento del valore del patrimonio netto nel 2021. Il versamento deve avvenire entro il prossimo 30 giugno. Il contributo riguarda le imprese che producono energia elettrica o gas metano, estraggono gas naturale, i rivenditori di energia elettrica e gas e le aziende che esercitano l’attività di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi, nonché dagli importatori. Escluse le piattaforme di scambio e le piccole imprese che esercitano l’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.

 

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