Statali, nuovi stipendi: aumenti da 800 a 2.500 euro. Vantaggi per i dipendenti Inps e Inail, meno per i ministeriali

La retribuzione di un funzionario in tutta la carriera potrà crescere di 10.765 euro

Giovedì 11 Novembre 2021 di Andrea Bassi
Statali, nuovi stipendi: scatti da 800 a 2.500 euro

Il rinnovo del contratto di ministeri, agenzie fiscali e Inps, quelle che in gergo si chiamano “funzioni centrali”, è arrivato a uno dei passaggi decisivi. Il nodo gordiano, che è quasi ormai sciolto, è quello del nuovo ordinamento professionale. In sostanza una riscrittura della struttura stessa degli stipendi degli statali. Anche perché quello che accade alle funzioni centrali poi viene normalmente riportato in tutti gli altri contratti del pubblico impiego. Ieri l’Aran, l’agenzia che per il governo tratta il rinnovo del contratto con i sindacati, ha presentato le tabelle che indicano quali potranno essere i percorsi di “carriera” dal prossimo anno in poi per i dipendenti. 

 

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​Statali, nuovi stipendi: scatti da 800 a 2.500 euro

Prendiamo, per esempio, i funzionari della terza area di un ministero, quella attualmente più elevata. Oggi in media guadagna 30.435 euro. Grazie alle progressioni di carriera può arrivare ad un massimo di 39.010 euro lordi annui. Con la proposta presentata dall’Aran, invece, lo stesso funzionario potrebbe partire da uno stipendio base di 31.518 euro e arrivare fino a 42.283 euro lordi annui. Durante la sua carriera potrebbe veder crescere la sua retribuzione di 10.765,35 euro in tutto, grazie a cinque “scatti” totali da 2.153 euro ciascuno. Ad un funzionario dell’Agenzia delle entrate, sempre della terza area, andrebbe pure meglio. Passerebbe da una potenziale crescita dello stipendio durante la sua carriera di 7.099 euro, a 10.765 euro. Chi avrebbe l’aumento potenziale maggiore, sono i dipendenti degli enti pubblici non economici, come per esempio l’Inps e l’Inail.

 

 

 

Per loro si passerebbe da una “progressione” massima attuale di 2.238 euro, ad una progressione sempre di 10.765 euro. Per i dipendenti in servizio ci sarebbe anche un altro vantaggio. All’interno di questi “scatti” è stata inglobata anche una quota dell’attuale indennità di amministrazione (circa il 20%). Questo significa che le somme che vengono erogate sotto questa voce, “peseranno” al contrario di oggi anche sulla futura pensione. Il nuovo ordinamento professionale prevede che gli scatti non siano automatici. Andranno solo ad una parte dei dipendenti, quella che avrà avuto le valutazioni maggiori da parte dei propri dirigenti e che avrà maturato la maggiore esperienza professionale (in pratica l’anzianità, visto che i titoli di studio dovrebbero pesare solo marginalmente).

 

Progressioni di carriera

Le progressioni di carriera valgono anche per le aree inferiori, la seconda e la prima, che con il nuovo contratto cambieranno nome e saranno battezzate «area degli operatori» e «area degli assistenti». Per la ex seconda area ci saranno al massimo cinque scatti (come per la terza), ma di 5.844 euro totali. Ogni scatto, dunque, avrà un valore di 1.169 euro circa. Anche qui le tabelle illustrate dall’Aran ai sindacati, mostrano quali sono gli spazi di crescita “nuovi” per i dipendenti in servizio rispetto a quelli attuali. Un ministeriale di seconda area più che raddoppierebbe le sue possibilità di crescita, passando da 2.536 euro a 5.844 euro nel caso dovesse riuscire nel corso della sua carriera ad ottenere tutti gli scatti.

 

I RISULTATI

Per un dipendente dell’Inps si passerebbe addirittura dagli attuali 350 euro sempre a 5.844 euro. Per la prima area, invece, gli “scatti” possibili saranno soltanto due da 792,42 euro per un totale di 1.584,83 euro. Oggi per un ministeriale di prima area la crescita massima residua è di poco superiore a 290 euro. Nelle tabelle manca ancora la quarta area, quella che sarà creata ex novo per accogliere al suo interno i professionisti (soprattutto quelli che saranno assunti con il Recovery). Secondo quanto riferito nella precedente riunione dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, lo stipendio di ingresso dovrebbe essere di 35 mila euro, ai quali vanno aggiunte le indennità di posizione e di risultato che dovrebbero portare la cifra attorno ai 70 mila euro. Un discorso a parte, poi, va fatto per gli aumenti contrattuali generalizzati. Nelle tabelle illustrate ieri è stato inserito un incremento fisso e uguale per tutti di 768 euro (per la terza area). Un incremento di circa il 3%, inferiore dunque al 4,07% previsto dal governo in base alle risorse stanziate. Ma si tratterebbe solo di una indicazione a titolo esemplificativo. Il presidente dell’Aran Naddeo, si è impeganto a presentare al prossimo tavolo convocato per giovedì prossimo, le simulazioni anche sull’aumento contrattuale generalizzato che nel Patto firmato dal governo con i sindacati, era stato indicato in 104 euro lordi mensili. 

Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 00:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA